Un’ong guidata da un 27enne italiano apre una scuola tra Turchia e Siria per i bambini rifugiati

Nicolò Govoni ha 27 anni ed è di Cremona. A Gaziantep sta per aprire con la sua organizzazione la prima Scuola Internazionali per minori rifugiati

Still I Rise, ovvero: “mi alzo ancora“. Non è solo il titolo di una bellissima poesia di Maya Angelou, poetessa, cantante e attivista per i diritti civili statunitensi. Still I Rise è anche il nome dell’ong che sta per aprire la prima Scuola Internazionale al mondo per minorenni rifugiati a Gaziantep, in Turchia, a 60 chilometri dalla Siria, nonché prima grande città dove centinaia di migliaia di rifugiati si sono fermati nel tentativo di ricostruire la loro esistenza. Il co-fondatore dell’organizzazione si chiama Nicolò Govoni, ha 27 anni ed è di Cremona.

Una scuola internazionale «di alto livello» per dare un’occasione ai tanti bambini profughi che scappano con le loro famiglie in Turchia dai Paesi in guerra. A quella di Gaziantep seguirà cui seguirà l’apertura di altre scuole in Kenya, poi in Messico e in Italia. «La Turchia è il Paese che accoglie più profughi al mondo», si legge sul sito dell’Ong. «A Gaziantep di profughi ce ne sono 500.000, è una città di 1 milione e mezzo di abitanti. Se si fa una statistica, 200.000 saranno minori».

Ansa, Sedat Suna| Rifugiati siriani nel campo di Nizip, nel distretto vicino Gaziantep. Turchia, 23 aprile 2016

Grazie al lavoro svolto con la sua ong, che lavora a fianco di rifugiati e migranti, Govoni ha da poco ricevuto una notizia: è fra i nominati alla candidatura per il Nobel per la Pace. A proporre il suo nome è stata Sara Conti, una parlamentare di San Marino. «Lo ha fatto per il lavoro che ho svolto con l’associazione», ha spiegato Nicolò. «Una cosa incredibile, mai immaginato che si potesse arrivare a tanto».

Nicolò ha trascorso un lungo periodo in India, dove ha lavorato anche come giornalista e ha scritto il suo primo libro, «Bianco come un Dio» – il cui ricavato ha consentito l’apertura di una biblioteca al villaggio dell’orfanotrofio Dayavu Boy’s Home, dove è rimasto per 4 anni. Dopo il soggiorno indiano, il 27enne ha trascorso un breve periodo in Palestina, per poi giungere in Grecia, a Samos. Qui ha dato vita a Mazi, una scuola per bambini profughi ammassati negli hotspot.

Dal sito di stillirise.org | La scuola è «prossima all’apertura, la ristrutturazione è quasi completata»

Le barriere istituzionali in Europa per l’istruzione

La storia di Nicolò e della sua Still I Rise dimostra ancora una volta che la soluzione del no profit sembra essere al momento l’unica strategia realmente funzionante per aiutare i ragazzi e le ragazze che fuggono dalle proprie case.

In merito all’istruzione, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e l’UNICEF avevano chiesto a settembre 2019 uno sforzo maggiore agli Stati europei per assicurare a tutti i minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo – presenti nei loro territori – l’accesso all’istruzione di qualità e garanzie per il proseguimento del percorso accademico.

Ansa, Sedat Suna | Rifugiati siriani nel campo di Nizip, nel distretto vicino Gaziantep. Turchia, 23 aprile 2016

Stando ai dati riportati nel rapporto, il tasso di abbandono scolastico tra i bambini e gli adolescenti nati fuori dall’UE (compresi i minorenni rifugiati e migranti) è oltre il doppio rispetto ai loro coetanei nati in Europa: 25,4% contro l’ 11,4%. In Italia, nell’anno scolastico 2016-2017, solo il 46% dei bambini di nazionalità non italiana era iscritto alla scuola primaria, il 26% alla scuola secondaria inferiore e il 29% alla secondaria superiore. Non c’è nessun dato, invece, relativo alla scuola per infanzia.

Screen dal rapporto UNHCR, UNICEF e IOM.

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Foto di copertina: Ansa, Sedat Suna| Rifugiati siriani nel campo di Nizip, nel distretto vicino Gaziantep. Turchia, 23 aprile 2016