L’Istat: «Nel 2019 Pil più basso dal 2014, tasse in crescita»

Unica nota positiva: migliorano i conti della pubblica amministrazione: la differenza tra entrate e uscite (al netto degli interessi) è al 1,7% del Pil

I dati dell’Istat arrivano implacabili, Coronavirus o meno. E da quelli diffusi oggi, 2 marzo, emergono due elementi importanti. Nel corso del 2019, il Pil italiano è aumentato dello 0,3%: è la crescita più bassa dal 2014, anno in cui non c’era stato nessun margine di crescita. Lo 0,3% è comunque superiore al +0,2% previsto dalla stima preliminare dell’Istat, e allo +0,1% previsto dal Governo.


Stabile il rapporto tra debito pubblico e Pil nel 2019, fermo al 134,8%. Non è una buona notizia, ovviamente: è il massimo storico, lo stesso registrato anche nel 2018 e nel 2016. Il Governo aveva previsto un aumento persino maggiore. Nella nota di aggiornamento al Def prevedeva un rapporto di 135,7%.

Tasse in crescita

Destinato a far discutere è soprattutto il dato sulla pressione fiscale. Nel 2019 – nonostante la presenza al governo di diversi partiti “anti tasse” a cominciare dalla Lega fino a settembre, sia dopo – la pressione fiscale è salita al 42,4% dal 41,9% del 2018. E’ il livello più alto dal 2015.

L’unica notizia positiva del report di oggi è il rapporto deficit pil: quello del 2019 è di 1,6%, in netto calo rispetto al 2,2% del 2018 e molto inferiore al 2,2% previsto dalla nota di aggiornamento del Def. Il miglioramento è pari a 9,5 miliardi di euro. Il rapporto deficit/pil è ora il più basso dal 2007, quando si era fermato al 1,3%.

Bene i conti della pubblica amministrazione

Infine altri tre elementi: il saldo primario della pubblica amministrazione, ovvero la differenza fra entrate e uscite al netto del pagamento degli interessi è positivo, al 1,7% del Pil. Anche questo è un dato buono, il migliore dal 2013 quando è stato del 2%.

Il valore aggiunto cresce nelle costruzioni (+2,6%) e nelle attività dei servizi (+0,3%) mentre cala in agricoltura, pesca e silvicoltura. Male anche l’industria (-0,4%). La domanda estera netta cresce, ma perché è calato l’import: il calo delle importazioni, dice Istat, ha determinato un contributo positivo della domanda estera netta. Le esportazioni nel 2019 sono salite dell’1,2%, mentre l’import è sceso dello 0,4%.

Foto in copertina: Ansa | Un particolare della sede dell’Istat

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