Elezioni in Israele, Netanyahu vince ma per governare dovrà trovare alleati

Mentre lo spoglio è ancora in corso, la coalizione dell’ex premier guida con 59 seggi rispetto ai 55 del centrosinistra

Con il 97% dei voti scrutinati nelle ultime elezioni israeliane, in meno di un’ora la coalizione di destra guidata da Benjamin Netanyahu è tornata nuovamente a 59 seggi. Ma la maggioranza, fissata a 61 seggi, sembra ormai impossibile da raggiungere.


La coalizione di centrosinistra avrebbe invece 55 seggi. La Lista Araba Unita raggiunge invece quota 16 seggi.

Israele, tornato ieri al voto per la terza volta in meno di un anno, sembra dunque dirigersi verso un’ulteriore consultazione che potrebbe non sbloccare l’impasse che sta accompagnando la politica israeliana sin dalla fine del 2018.

Sono i dati di un’elezione che alla chiusura dei seggi ha toccato un’affluenza del 65,5%, segnando il dato più alto dal 1999 a oggi. Un risultato significativo rispetto alle ultime due tornate elettorali nel 2019, sia di settembre (63,7%) che di aprile (61,3%).

Le dichiarazioni

Nel pomeriggio il leader del Likud aveva telefonato agli altri leader della coalizione per incontrarsi immediatamente il mattino successibo per esaminare i prossimi passi e formare «un forte governo nazionale» quanto più rapidamente possibile.

Netanyahu aveva definito il risultato «la più grande vittoria della mia vita». «Gli israeliani ci hanno dato fiducia perché sanno che gli abbiamo portato la migliore decade nella storia di Israele. È stata una grande vittoria per la destra, ma prima di tutto e soprattutto – aveva concluso – una vittoria per noi uomini del Likud».

«Non è questo il risultato che consentirà ad Israele di tornare sulla retta via. Il senso di delusione e di dolore è comprensibile», aveva detto invece Benny Gantz ai suoi sostenitori di Blu Bianco. «L’importante è restare uniti, fedeli ai nostri principi. Non consentiremo ad alcuno – ha aggiunto – di distruggere il Paese, di mandare in frantumi la democrazia».

Gli sfidanti

Dopo due elezioni inconcludenti per la formazione della Knesset, i due sfidanti, Benjamin Netanyahu, premier del Likud in carica da quattro mandati, e Benny Gantz, del partito Blu e Bianco, sperano ora di poter dare al Paese una nuova maggioranza in un momento di profonda crisi per la politica domestica.

L’elezione arriva a ridosso del piano di pace tra Israele e Palestina rivelato da Donald Trump e che ha visto il benestare unilaterale di Benjamin Netanyahu. Quest’ultimo colpito da tre accuse per corruzione che lo vedranno dover affrontare un processo.

Gli ultimi sondaggi mostravano un leggero vantaggio per il primo ministro uscente, ma non abbastanza per rompere lo stallo politico che il Paese attraversa da quasi un anno.

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