Coronavirus, i numeri in chiaro. Il fisico Sestili: «La crescita esponenziale è finita» – La videointervista

Il divulgatore scientifico ha analizzato per Open gli ultimi dati dell’epidemia. Se ieri si erano registrati 3.590 nuovi contagi, il 16 marzo il numero è sceso a 3.233

I dati pubblicati dalla Protezione civile il 16 marzo dicono che in Italia, attualmente, ci sono stati 27.980 casi di positività al Coronavirus: 2.749 guariti, 23.703 ancora infetti e 2.158 morti. Se nella giornata di ieri si erano registrati oltre 3.590 nuovi contagi, oggi il numero è sceso a 3.233. «Oggi non sono pervenuti i dati della Puglia e della provincia di Trento. Detto ciò, non sono numeri che pesano così tanto sul dato nazionale: per questo possiamo sostenere che la situazione in Italia sta migliorando».

Giorgio Sestili, fisico e divulgatore scientifico, ha rilevato che «la crescita esponenziale, sia a livello nazionale sia in Lombardia, la regione che sta trainando il trend di tutto il Paese, pare essere finita. È da quattro giorni che stiamo notando il discostamento dalla curva esponenziale». Sestili ha fondato una pagina Facebook molto seguita, Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche, dove condivide, appunto, dati e analisi scientifiche di scienziati e ricercatori sulla diffusione del coronavirus.

«Bisognerà continuare a mantenere il lockdown – aggiunge Sestili -, e non solo al Nord. Perché se guardiamo i grafici delle singole province, notiamo che i migliori risultati di contenimento provengono dalle prime zone rosse. Questi segnali positivi ancora non li vediamo nelle regioni del Centro-Sud: le misure di contenimento hanno bisogno di un po’ di tempo per funzionare».

«L’Oms ha iniziato a chiedere di aumentare il numero di tamponi. In Italia si stanno facendo solo ai soggetti che presentano dei sintomi. Ma sappiamo che molti giovani potrebbero essere positivi al Covid-19 restando asintomatici. Per questo, nei dati ufficiali, le fasce di età delle persone più colpite risultano essere quelle degli anziani – afferma il fisico, che poi conclude: – incrementare il numero di tamponi allargandolo alle persone che non presentano sintomi evidenti potrebbe essere un modo per avere più informazioni su questo virus e studiarlo meglio».

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