Coronavirus, i numeri in chiaro. Il prof. Clementi: «Diminuiscono i contagi? La zona rossa nel Lodigiano ha funzionato» – La videointervista

Il direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano ha analizzato per Open gli ultimi numeri dell’epidemia. Se ieri si erano registrati oltre 1.500 nuovi contagi, oggi il numero è sceso a 977

I dati pubblicati dalla Protezione civile il 10 marzo dicono che in Italia, attualmente, ci sono stati 10.149 casi di positività al Coronavirus: 1.004 guariti, 8.514 ancora infetti e 631 morti. Se nella giornata di ieri si erano registrati oltre 1.500 nuovi contagi, oggi il numero è sceso a 977. Merito dell’estensione delle misure di contenimento a tutto il Paese? «No, è ciò che è stato fatto nelle prime zone rosse a portare i risultati positivi che incidono sulla diminuzione giornaliera dei contagi».

A commentare i dati odierni, per Open, è il professor Massimo Clementi. «Le epidemie in alcuni Paesi europei come la Francia stanno seguendo la stessa evoluzione di quella italiana», sostiene il direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano. «Il tasso di letalità è maggiore in Italia che in Corea del Sud perché l’epidemia in quel Paese si è diffusa inizialmente tra individui di età più giovane».

«La preoccupazione più grande resta la saturazione delle terapie intensive – conclude Clementi -. Credo che le misure adottate la sera del 9 marzo dal governo siano sufficienti per rallentare l’epidemia e accompagnarla verso una stagione più calda. Noi non conosciamo completamente questo virus, ma è un virus la cui trasmissione è facilitata da un raffreddamento degli individui. Quindi rallentare l’epidemia adesso potrebbe, insieme all’arrivo del caldo, aiutarci a liberarci di questo coronavirus il prima possibile».

Il parere degli esperti

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