Coronavirus, Bertolaso rivede il progetto dell’ospedale alla Fiera di Milano: 300 posti, Tac e sala operatoria. Cracco cucina per gli operai del cantiere

L’obiettivo è quello di creare un ospedale che sia in grado di curare ogni patologia correlata al coronavirus. E in cucina c’è lo chef Carlo Cracco

«Le cose stanno andando avanti come previsto». Queste le parole del governatore della Lombardia Attilio Fontana sull’ospedale anti covid-19 in costruzione, in tempi record, alla Fiera di Milano. Intanto Guido Bertolaso, che dovrà gestire questa impresa titanica, ha deciso di rivoluzionare il progetto iniziale: il suo obiettivo è quello di creare un ospedale che sia in grado di curare ogni altra patologia correlata al Coronavirus, quindi con tanto di sala operatoria e macchinari per la Tac.

«Un ospedale per tutto il Paese»

300 posti letto, una struttura che servirà non solo a evitare il collasso del sistema sanitario lombardo ma anche quello di tutta Italia. «Un hub per tutto il Paese» lo ha definito il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Sul fronte macchinari e personale medico c’è ottimismo: sarà una corsa contro il tempo. Bisogna fare in fretta, decisivi i prossimi giorni, nell’attesa del via libera all’hub.

Lo chef Carlo Cracco in cucina

Gli operai, intanto, non vengono lasciati da soli: a soddisfare il loro palato, e a rendere meno pesanti questi giorni di lavoro ininterrotto, ci pensa lo chef Carlo Cracco che, con i locali chiusi, ha deciso di dare una mano.

Foto in copertina di Matteo Bazzi per Ansa

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