Coronavirus, Arcuri firma l’ordinanza per «Immuni»: l’app per il tracciamento dei contagi scelta dal governo

Sfrutterà la tecnologia Bluetooth e sarà composta da due parti: tracciamento delle persone contagiate e monitoraggio delle condizioni cliniche

Il governo ha scelto. Sarà la software house milanese Bending Spoons Spa a realizzare la app per il tracciamento dei contagiati da Coronavirus. A breve saranno ufficializzati tutti i dettagli sulla tempistica del rilascio e sulle funzionalità. Il nome, invece, sembra che sia stato scelto: si chiamerà con ogni probabilità Immuni.

Il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza con la quale si dispone «di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons Spa».

L’applicazione funzionerà con la tecnologia Bluetooth, secondo quanto riporta la Repubblica, che ha pubblicato anche l’ordinanza per la stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società. A dare qualche dettaglio in più il commissario Domenico Arcuri al Tg1: l’adesione sarà su base volontaria e probabilmente verrà lanciata prima in alcune regioni che faranno da pilota.

L’app potrebbe essere testata prima nella fabbrica Ferrari di Maranello, secondo quanto riporta Il Foglio che indica John Elkann tra i consulenti della Bending Spoons Spa. Sempre secondo il giornale, l’applicazione sarà composta da due parti: tracciamento dei contatti e monitoraggio del quadro clinico.  A ogni cittadino sottoposto al test, che scarica l’app, verrà attribuito un codice che l’operatore sanitario dovrà inserire nel circuito dell’applicazione.

La seconda parte invece riguarda la sintomatologia, in cui ogni utente dovrà inserire informazioni sul suo stato di salute. Si tratta comunque di anticipazioni e molti dettagli sono ancora definire tra cui la tempistica. L’ordinanza rappresenta il primo passo che incarica la società a realizzare il software, ma per metterlo a punto e testarlo ci vorranno diverse settimane.

Il parere degli esperti:

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