Coronavirus, i numeri in chiaro. Il matematico Sebastiani: «Ci sono ancora province che non hanno superato il picco» – La videointervista

Secondo il bollettino del 3 aprile diffuso dalla Protezione Civile, nelle ultime 24 ore ci sono stati 2.339 nuovi casi di contagio. Numeri ancora alti, ma in linea con quelli degli ultimi giorni

«Asti, Firenze, Rieti, Napoli, Campobasso, Taranto, Agrigento, Oristano e Sassari. Tutte queste province devono ancora raggiungere il picco di casi positivi». Giovanni Sebastiani è un ricercatore del Cnr che si occupa di studiare l’applicazione di modelli statistici alla medicina. Da quando è cominciata l’epidemia di Coronavirus sta cercando di capire a che punto è il contagio e soprattutto fino a quando potrebbe durare.

Secondo i dati diffusi dalla Protezione civile il 3 aprile, il numero dei nuovi contagi in Italia sta cominciando a stabilizzarsi. Nelle ultime 24 ore i positivi sono aumentati di 2.339 pazienti mentre le vittime sono state 766. Numeri alti, ma non in aumento come nelle scorse settimane. Sembrano confermate quindi le parole dell’Istituto superiore di sanità che nei giorni scorsi ha parlato di plateau: una momento in cui la curva dei contagi smette di salire e comincia a stabilizzarsi.

Open | I dati aggiornati al 3 aprile

Se è ancora difficile capire quando l’epidemia sarà del tutto rientrata, quello che invece si può fare è provare a capire quanto durerà ancora questa fase di stabilizzazione. Tutto, secondo Sebastiani, dipende dagli andamenti nelle singole province: «Questa fase può variare da provincia a provincia. Ad oggi una decina di province non ha superato il picco. Noi abbiamo analizzato nel dettaglio sei regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Sicilia. Per queste, seppure con le opportune variazioni, il periodo in cui cominceremo ad avere una serie – trascurabile – di casi sarà gli ultimi giorni di maggio».

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