Parla Maria Paola Zanni, la maestra di Silvia Romano: «La conversione all’Islam? Se davvero c’è stata è una scelta consapevole» – L’intervista

La maestra della scuola al Trotter di Milano racconta l’attesa e la gioia di poter incontrare la sua ex alunna: «Non so ancora cosa le dirò, ma se si potrà, ci abbracceremo a lungo»

Silvia Romano sta tornando in Italia. La cooperante italiana, 24 anni, ha vissuto 535 giorni di prigionia tra il Kenya e la Somalia. Erano le 19:30 del 20 novembre 2018 quando un commando di uomini armati fece irruzione a Chakama, villaggio a 80 chilometri da Malindi. Silvia, che si trovava in Africa per fare volontariato con la onlus Africa Milele, fu rapita dal gruppo terroristico legato ad Al Shabaab, probabilmente per chiedere un riscatto.

Maria Paola Zanna conosce bene Silvia. È stata la sua maestra di scuola elementare all’Istituto comprensivo Casa Del Sole. Tra quei banchi, Silvia ha ricevuto la sua prima formazione: l’ambiente multiculturale della scuola del Parco Trotter, che si trova nella zona Nord-Est di Milano, ha sicuramente influenzato la crescita di Silvia. In quell’istituto, integrazione e solidarietà non sono semplici insegnamenti, ma esperienze che si vivono già dalla prima elementare.

Maestra Zanni, lei che ha contribuito alla formazione di Silvia e la conosce da anni, cosa prova in questo momento?

«È una felicità che non ha misura. Non riguarda soltanto me, ma tutti i colleghi che l’hanno vista crescere, formarsi e diventare la meravigliosa ragazza che dedica il suo tempo nell’aiutare le persone più sfortunate».

Per chi non la conosce, invece, come descriverebbe Silvia?

«Io ho un ricordo di Silvia da bambina, non so bene come sia cambiata crescendo. Ciò che posso dire di lei è che, durante gli anni delle scuole elementari, era una bambina gentile: aiutava spesso i suoi compagni di classe. Sia chiaro, aveva anche un bel carattere forte, ma la sua generosità prevaleva sempre».

Ritiene plausibile la conversione all’Islam o secondo lei è stato un atto indotto da terzi?

«Non ho elementi per dire se sia plausibile o meno. Se sia stata una scelta libera o meno. Sarà lei a raccontare quello che ha vissuto, se vorrà farlo. Silvia è una ragazza forte e consapevole di quello che fa. I motivi della conversione, se c’è stata, li racconterà lei. Ora devo lasciarvi».

Un ultima domanda: cosa le dirà quando la incontrerà?

«Sto attraversando un momento di grande emozione: non ho ancora pensato a ciò che le dirò. Vorrei vivere questa gioia senza aggiungere parole già sentite alla narrazione. Adesso vorrei vivere l’attesa nella maniera più intima possibile: quando ci incontreremo, se si potrà, ci abbracceremo a lungo».

Prima di interrompere la conversazione, la maestra Zanni saluta con un ringraziamento: «Grazie per parlare di Silvia, è un esempio per tutti».

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