Coronavirus e turismo, Di Maio contro blacklist e corsie preferenziali: «Nessuno pensi di trattarci come un lazzaretto»

Se i paesi Ue non dovessero ripristinare i normali collegamenti con l’Italia per paure legate all’epidemia il danno per il turismo sarebbe grave. Di Maio: «Non resteremo immobili. La pazienza ha un limite»

L’imminente riapertura delle regioni prevista per il 3 giugno si traduce anche nella riapertura dei confini nazionali ai cittadini stranieri, tra contraddizioni e mancanza di reciprocità. Sì, perché se in teoria, con la riapertura dovrebbero poter entrare in Italia i cittadini dell’aerea Schengen (più il Regno Unito), così cari al nostro turismo, senza dover passare un periodo in quarantena, altri paesi – come la Grecia, per citare un esempio – non hanno intenzione di estendere ai cittadini italiani lo stesso trattamento a causa dei contagi da Coronavirus. Un trattamento che non soltanto presenta serie difficoltà per chi vuole o deve spostarsi all’estero ma che lascia spazio a rancori e – così sostiene Luigi Di Maio – anche a forme di concorrenza sleale.

Il “tour” del ministro degli Esteri per convincere i paesi Ue

«Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite – scrive il ministro degli Esteri su un post su Facebook -. E, per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perché c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche». Essenziale far capire agli altri paesi europei che l’Italia gode di, se non buone, comunque accettabili condizioni di salute, che l’epidemia è sotto controllo e che la stagione del turismo e degli spostamenti tra paesi Ue può riprendere in tranquillità.

Nei prossimi giorni Di Maio si imbarcherà in un “tour diplomatico”, è il caso di dirlo, con l’obiettivo di rilanciare il turismo italiano in Europa, convincendo gli altri paesi membri non soltanto della bontà delle misure di profilassi italiana e dello stato di salute del nostro paese, ma anche cercando di superare le barriere che alcuni paesi stanno alzando nei confronti dell’Italia. Già nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte aveva definito «inaccettabili» le corsie preferenziali.

«In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza – continua Di Maio.- La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi». Dopo la visita del ministro degli Esteri francese Le Drian il 3 giugno, venerdì 5 Di Maio andrà in Germania, sabato in Slovenia e martedì 9 in Grecia che, allo stato attuale, riaprirà i confini il 15 giugno a 29 paesi, ma non all’Italia.

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