Tra i gilet arancioni a Roma, altro raduno senza mascherine e zero distanze – Video

Tornano a radunarsi i gilet arancioni, guidati dall’ex generale Antonio Pappalardo. E come già accaduto in piazza Duomo a Milano, anche per la manifestazione di Roma le regole anti-contagio sembrano essere saltate

Dalla manifestazione del centrodestra di stamattina, 2 giugno, il testimone passa ai gilet arancioni che si sono dati appuntamento alle 14, anche loro in piazza del Popolo a Roma. Poche mascherine per un totale di circa mille persone. Una manifestazione completamente fuori da ogni misura di sicurezza per il contenimento dei contagi da Coronavirus. Assembramenti in ogni angolo della piazza, ma i gilet lo rivendicano, e anzi, attaccano: «Perché ve la prendete con noi se con l’assembramento al ponte Morandi convocato da Conte nessuno ha detto nulla, nessuno é stato multato?».

In ritardo arriva l’ex generale del Carabinieri Antonio Pappalardo, tornato alla ribalta la scorsa settimana con il raduno di Milano, dove indossava una giacca arancione. In piazza persone provenienti da tutta Italia chiedono le dimissioni del governo. «Libertà, libertà!» é il coro più gettonato. Ma libertà da cosa? «Dal governo Conte che deve andare a casa. Vogliamo eleggere democraticamente un nuovo esecutivo. Questo che ci ritroviamo nessuno lo ha scelto». C’è chi urla al “governo massonico”, chi se la prende con la stampa “di regime”. Dal fondo, si levano slogan contro Conte e il segretario dem Nicola Zingaretti. Anche il presidente della Repubblica é stato uno dei bersagli della manifestazione: “Mattarella, vaf******o!” gridano dalla folla. E Pappalardo rincara la dose, definendolo un uomo che «gira la testa dall’altra parte». Un coro che ha suscitato molte polemiche, l’ultima da parte del ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

«Lo trovo gravissimo – afferma Di Maio in una nota – ma anche preoccupante e indicativo dello stato di tensione interno nel Paese. Confido nel fatto che qualcuno tra gli organizzatori del corteo si dissoci da quelle parole, che non rappresentano né l’Italia, né gli italiani, né la storia del nostro Paese».

Padre David, al secolo Davide Fabbri, tra i gilet arancioni a Roma

C’è padre David, al secolo Davide Fabbri, soprannominato “diacono esorcista” con un passato da animatore quando si faceva chiamare Il Vichingo, militante dell’estrema destra e già protagonista delle manifestazioni a Bibbiano. Benedice la folla e accusa Conte di fare affari con Bill Gates, che chiama ‘The AntiChrist’, per i vaccini anti-Covid. Dicono di non essere fascisti e di non volere nessun colpo di stato. Sono «fratelli».

L’omaggio di Pappalardo al giudice Falcone. La sorella: «Intollerabile»

«Ho appreso che l’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, al suo comizio di oggi pomeriggio in Piazza del Popolo, a Roma, ha parlato con davanti un leggio a cui era stata fissata una celebre foto di mio fratello, Giovanni Falcone, e di Paolo Borsellino. Trovo intollerabile questo uso strumentale dell’immagine di due magistrati che hanno dato la vita per le istituzioni e per il rispetto delle leggi. Il contrario di quello che propugna l’ex ufficiale dell’Arma». Cosí la sorella del giudice assassinato il 23 maggio di 28 anni fa a Capaci, Maria Falcone.

Presente alla manifestazione una bandiera italiana con impressa la storia immagine dei due giudici che sorridono, e la scritta “Noi siamo il popolo”.

Tensioni durante la protesta, la polizia schiera i camion con gli idranti

A metà protesta, parte dei manifestanti ha deciso di imboccare via del Corso per raggiungere il Parlamento, portando lì la manifestazione. Attimi di tensione sfociati poi in un nulla di fatto con la Polizia che, oltre a schierare un cordone di agenti della squadra mobile, ha richiamato i camion con gli idranti e, in ultimo, una squadra della guardia di Finanza.

Dopo qualche minuto, i manifestanti hanno fatto ritorno sotto il palco allestito nella piazza.

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