Decreto Scuola, la Lega srotola alla Camera due striscioni: «Azzolina Bocciata!». Seduta sospesa

La protesta è stata rilanciata anche da Matteo Salvini. I deputati hanno gridato: «Vergogna, vergogna»

Due striscioni lunghi diversi metri: «Azzolina» e «Bocciata!». Così i deputati della Lega hanno deciso di protestare contro il decreto Scuola, il documento discusso in queste ore che dovrebbe definire le linee guida per tornare nelle aule a settembre. Il gesto indirzzato contro la ministra Lucia Azzolina ha portato alla sospensione della seduta della Camera.

La foto dello striscione è stata pubblicata su Twitter dal deputato leghista Claudio Borghi che a fine aprile aveva criticato gli interventi economici del governo per rispondere alla crisi causata dal Coronavirus definendo il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri «Fracchia e Pinocchio».

Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato il video della protesta. Nelle immagini si vedono i deputati della Lega in piedi mentre scandiscono «Vergogna, vergogna». Salvini ha accompagnato il video con un commento: «I deputati della Lega ora alla Camera portano la voce di milioni di italiani sul vergognoso Decreto scuola e sulla ministra che vuole il plexiglas tra i bimbi: #Azzolina BOCCIATA! #DecretoScuola».

Il lungo (e travagliato) percorso del decreto Scuola

53 giorni al Senato, una manciata di ore per parlarne alla Camera. La tensione per il decreto Scuola è alta, tanto da portare prima a un tentativo di ostruzionismo e poi alla sospensione della seduta. I problemi non sono da cercare solo nei contenuti del decreto ma anche nei tempi con cui è passato dal Parlamento. Il decreto è rimasto fermo 53 giorni a Palazzo Madama ed è arrivato ad essere discusso alla Camera solo il 3 giugno.

La discussione è durata poco, visto che nel giro di qualche ora il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà ha posto la fiducia. Il giorno dopo, il 4 giugno, la fiducia è stata votata, con 305 deputati a favore, 221 contrari e 2 astenuti. Dalle 20 del 4 giugno è cominciata così la seduta fiume sul decreto scuola. Una seduta che quindi viene interrotta solo dalle pause notturne.

La discussione è ripresa oggi, 5 giugno, alle 10.20. L’obiettivo delle opposizioni, o almeno della Lega, sarebbe quello di far slittare il voto sul decreto Scuola previsto per sabato mattina, e farlo così decadere. In questo modo verrebbe messa a rischio anche la Maturità. Le nuove modalità dell’Esame di Stato sono contenute infatti proprio in questo decreto. È chiaro quindi che farlo decadere sarebbe una spallata politica alla ministra Azzolina e al governo.

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