Decreto Scuola, via libera sul filo del rasoio: ecco tutte le novità

Approvato il dl Scuola con il voto finale alla Camera: 145 voti, contro i 122 dell’opposizione e quasi due giorni di seduta fiume e bagarre in aula

Sul filo del rasoio il Parlamento ha convertito in legge il decreto Scuola, a meno di 24 ore dalla scadenza di domenica e dopo quasi 48 ore di battaglia alla Camera, dove l’ostruzionismo dell’opposizione di centrodestra che ha cercato in tutti i modi di rallentare i tempi per l’approvazione durante la seduta fiume in corso ininterrotta da un giorno a mezzo.

Cosa prevede il dl Scuola

I concorsi

Tra le novità più attese contenute nel decreto c’è il concorso straordinario previsto per circa 32 mila docenti precari con almeno tre anni di servizio. Frutto di una lunga trattativa tra governo e sindacati, il concorso si svolgerà dopo l’estate con una sola prova a risposta aperta, che scalza la prova a quiz tanto contestata. Previsto poi l’aggiornamento periodico delle graduatorie provinciali, per il prossimo triennio scolastico.

Maturità ed esame di terza media

In merito all’esame di Stato, che quest’anno si svolgerà in presenza da parte dello studente con la sola prova orale, ma con possibilità per i membri della commissione di esaminare da remoto in videoconferenza, il decreto riporta la cornice normativa per lo svolgimento degli esami di Maturità e di terza media, dettagliati nelle disposizioni organizzative fissate dalla ministra Lucia Azzolina. Per l’esame di terza media, il voto finale coinciderà con la valutazione da parte del Consiglio di classe, che però dovrà tener conto dell’elaborato consegnato dallo studente che lo discuterà online.

Addio al voto in decimi per le elementari

Dal prossimo anno scolastico, il giudizio finale per gli alunni della scuola primaria sarà descrittivo e non più espresso con il voto in decimi. L’emendamento punta a valorizzare un «sistema a dimensione formativa della valutazione», che accompagna il percorso degli studenti.

Edilizia scolastica

Il decreto concede maggiori poteri a sindaci e presidenti delle arre metropolitane in materia di edilizia scolastica. Fino al 31 dicembre 2020 potranno operare da commissari per velocizzare le pratiche per le ristrutturazioni e le nuove costruzioni delle scuole, adeguandole alle misure imposte per il contenimento dei contagi.

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