L’ex consigliere M5s Favia conferma i contatti con il Venezuela: «Arrivò una mail, girai tutto a Casaleggio»

Una presunta mail arrivata dall’ambasciata del Venezuela. Favia conferma di averla ricevuta ed è pronto a recuperarla dal suo backup. A confermare la versione, un ex membro dello staff che aggiunge qualche dettaglio

«Nel 2010 ci furono questi contatti, un po’ così, sorprendenti, diciamo, dell’ambasciata venezuelana… per aprire un contatto con il nostro Movimento. In questo un po’ le date coincidono. Poi non so se il documento è vero o è una montatura». È questo un passaggio dell’intervista di Affari italiani a Giovanni Favia ex consigliere regionale in Emilia Romagna per il M5S, già pupillo di Grillo prima di essere espulso per un fuori onda. Una rivelazione per qualcuno, una semplice coincidenza per altri. Fatto sta che a confermare i contatti con il Venezuela c’è anche una seconda persona, tale Marco Vagnozzi, che all’epoca – correva l’anno 2010 – faceva parte del suo staff a 5 Stelle.

Favia ha raccontato nell’intervista di aver ricevuto una mail ufficiale dall’ambasciata venezuelana, di aver risposto al mittente che «di questa cosa» se ne sarebbero «occupati i vertici» del Movimento, e di aver «girato tutto a Casaleggio», fornendo ai diplomatici venezuelani i suoi riferimenti. Le parole dell’ex consigliere arrivano un paio di giorni dopo che gli esponenti del M5s hanno liquidato con forza quello ormai noto come “il caso Venezuela” – nato dall’inchiesta del quotidiano spagnolo Abc – definendolo «la più grossa balla mai raccontata». Soltanto ieri Casaleggio Junior ha depositato una querela chiedendo che sia annessa al fascicolo di inchiesta già aperto a Milano, così da poter «fare luce sul fango gettato contro mio padre».

Gianroberto Casaleggio – stando a quanto riportato dall’autore dell’inchiesta, convinto di quello che scrive – avrebbe incassato un presunto finanziamento per il M5s da 3,5 milioni di euro, andando personalmente nel 2010 a prendere una valigetta contenente quella somma. Un versamento che – sempre stando all’autore dell’articolo – sarebbe stato autorizzato dal governo del Venezuela (all’epoca guidato da Hugo Chavez, con Nicolas Maduro ministro degli Esteri). «Non credo sia tollerabile in un sistema democratico che venga utilizzato un foglio palesemente contraffatto unito ad una storia assurda per screditare una persona che non c’è più», scrive oggi il figlio Davide sul Blog delle Stelle.

Ora Favia dice di essere una «testimonianza vivente» di quel contatto coi diplomatici venezuelani e apre alla possibilità di poter recuperare quella mail da un vecchio back up del suo pc, come a voler confermare ulteriormente la veridicità delle sue affermazioni. E un membro del suo staff, Marco Vagnozzi, alcuni giorni fa ha scritto sulla sua bacheca Facebook un post con la stessa versione dei fatti, relativi al presunto contatto coi diplomatici venezualani:

«Arrivò una mail del Consolato venezuelano a tutti e quattro i consiglieri regionali nella mail istituzionale. Una semplice mail dove si chiedeva un incontro per conoscersi. Nessuno rispose e la mail venne inoltrata a Grillo e Casaleggio perché la materia non era di competenza regionale. Non sapemmo più nulla».

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