Dl elezioni: il governo incassa la fiducia al Senato con 158 voti favorevoli. Bagarre in Aula dopo il caos di ieri

Palazzo Madama aveva già approvato ieri il provvedimento, ma non si era raggiunto il numero legale in Aula (149 senatori presenti anziché 150). Tutto da rifare questa mattina

Il Dl elezioni, già approvato alla Camera quattro giorni fa, ha superato anche l’esame del Senato con 158 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti su 162 senatori presenti.

In realtà già ieri l’Aula si era espressa favorevolmente sul testo, ma un imprevisto ha obbligato a ripetere tutto questa mattina. In apertura di seduta si è scatenata la bagarre. Roventi infatti le polemiche su quanto accaduto, con vari parlamentari che sono intervenuti per contestare lo svolgimento dei lavori e il funzionamento del sistema informatico. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è detta «profondamente amareggiata per quanto accaduto». «Non c’ero io ma mi assumo le mie responsabilità – ha detto la presidente – C’è stato un errore non imputabile a nessuno. Ho appreso ieri sera alle 20,45 che c’era stato questo problema. Mi si può dire tutto ma che si imputi alla presidenza un errore informatico mi pare eccessivo». «Se mancava una maggioranza non è attribuibile alla presidenza», ha sottolineato Casellati.

Cos’è successo

Non accadeva dal 1989. Un pasticcio che ha costretto i senatori, anche quelli che avevano già lasciato Roma, a rientrare precipitosamente nella Capitale. Il Dl elezioni ieri era stato approvato dall’Aula di Palazzo Madama, ma poi è accaduto l’imprevedibile: dopo una attenta verifica del computo dei congedi ci si è accorti che mancava il numero legale. Erano presenti infatti solo 149 deputati anziché 150. Tutto da rifare quindi nella mattinata di oggi, e senza ulteriori ritardi, dato che proprio oggi il Dl decade.

Cosa prevede

Il Dl fa slittare diverse tornate elettorali, in ragione dell’emergenza dovuta alla pandemia di Coronavirus. Per le elezioni suppletive di Senato e Camera, il termine per il loro svolgimento viene prorogato al 31 luglio prossimo ed è fissato in 240 giorni dalla dichiarazione di vacanza, rispetto ai 90 previsti dalla normativa attuale. Per il rinnovo dei consigli comunali e circoscrizionali, solo per il 2020, il turno annuale ordinario si terrà in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre.

In ultimo il capitolo che riguarda le elezioni regionali. Per le Regioni a statuto ordinario, il cui rinnovo è previsto entro il 2 agosto 2020, si dispone una proroga di tre mesi della durata in carica degli organi elettivi (normalmente cinque anni). Contestualmente si specifica che le elezioni dovranno svolgersi tra 15 e 60 giorni successivi a tale termine o nella domenica-lunedì compresa nei sei giorni ulteriori.

In termini pratici: per Regioni come Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia, i cinque anni di legislatura sono terminati il 31 maggio scorso ma, con questo provvedimento, la legislatura viene prolungata fino al 31 agosto. Ne deriva quindi che le elezioni potranno svolgersi dal 15 settembre al 5 novembre, con il 20-21 settembre prima finestra utile.

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