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Oms: «Il desametasone funziona». Ma il virus non è mutato: «letale come prima»

22 Giugno 2020 - 20:15 Redazione
epa08281666 Tedros Adhanom Ghebreyesus (C), Director General of the World Health Organization (WHO), sitting next to Michael Ryan, (L) Executive Director of WHO's Health Emergencies programme, and Maria van Kerkhove, (R), Technical Lead of WHO's Health Emergencies programme, informs to the media about the last updates regarding on the novel coronavirus COVID-19 during a new press conference, at the World Health Organization (WHO) headquarters in Geneva, Switzerland, 09 March 2020.  EPA/SALVATORE DI NOLFI
Gli scienziati mantengono alto l'allarme rispetto alla virulenza del virus. Buone notizie per il farmaco corticosteroide a basso costo
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Dopo aver lanciato l’allarme sulla continua accelerazione del Coronavirus nel mondo – sono stati registrati 183mila nuovi contagi in tutto il mondo nelle ultime 24 ore, il numero più alto mai registrato dall’inizio della pandemia – l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) torna a invitare alla cautela, in contrasto con chi, in Italia come altrove, teorizza che il virus stia perdendo forza.

«Stessa letalità di prima»

«Abbiamo a disposizione 49mila sequenziamenti genetici del virus ma non abbiamo visto ancora mutazioni», ha dichiarato la dottoressa Maria van Kherkove durante il consueto briefing sul Covid-19. Mike Ryan, direttore per le emergenze dell’Oms, ribadisce il concetto: «Non osserviamo alcuna variazione nella trasmissione, nella letalità o nell’impatto delle terapie». Insomma, il Coronavirus è lo stesso di febbraio e marzo.

Virus in Italia a dicembre. Ma l’origine è sempre a Wuhan

Forse anche di dicembre. «Esiste la possibilità che il virus sia circolato in nord Italia prima di quando ci si è resi conto che ci fosse», ha aggiunto Mike Ryan a proposito del nostro Paese e della scoperta della presenza del virus nelle acque fognarie già a dicembre. «Quella italiana è una scoperta importante, i dati vanno ulteriormente investigati ma al momento non cambiano le nostre ipotesi sull’origine del virus».

Ok al desametasone, un «salvavita»

Più ottimismo invece sul fronte delle terapie anti-Covid. L’Oms approva l’utilizzo del desametasone – un corticosteroide a basso costo i cui effetti sono stati studiati dall’Università di Oxford (già impegnata nello sviluppo di un vaccino anti-Covid del quale l’Italia ha già “prenotato” 400 milioni di dosi) – che il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus definisce un potenziale «salvavita». «La prossima sfida – ha aggiunto – è aumentare la produzione e distribuirlo rapidamente ed equamente in tutto il mondo, concentrandosi su dove è maggiormente necessario».

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