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Guerra (Oms): «Non è finito niente: questa pandemia è identica alla Spagnola, che in autunno tornò più feroce»

26 Giugno 2020 - 14:07 Giovanni Ruggiero
Passengers wearing protective face masks queue at the boarding gate at Brussels Airport, in Zaventem, on June 15, 2020 as Brussels Airport reopens for travels within Europe and the Schengen zone, after a months-long closure aimed at stemming the spread of the COVID-19 pandemic, caused by the novel coronavirus. (Photo by Kenzo TRIBOUILLARD / AFP)
Il dirigente dell'Oms è certo dell'arrivo di una seconda ondata a partire da settembre. E il calo dei dati di queste settimane non deve ingannare, facendoci abbassare la guardia
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I diversi focolai che si stanno riaffacciando in Italia, da Mondragone a Bologna, non devono preoccupare, secondo il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, ma è sui prossimi mesi che l’attenzione non deve assolutamente calare, facendo tesoro di quanto accaduto con l’epidemia della Spagnola tra il 1918 e il 1920.

Il comportamento tra l’andamento della pandemia di Coronavirus e quello della Spagnola secondo Guerra è sostanzialmente identico finora: «Andò giù in estate e ripete ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata».

L’emergenza quindi non è per niente finita, anche se come dicono altri esperti come Alberto Zangrillo, il virus è «clinicamente sparito». Secondo Guerra: «Sembra tutto finito, ma non è così». Dai nuovi focolai, fino alle terapie sempre più vuote, sono tutti eventi previsti nel corso di questa pandemia, secondo il dirigente dell’Oms: «Ma non vogliamo che le terapie intensive si riempiano di nuovo in autunno. Tutte le precauzioni che stiamo pendendo hanno l’obiettivo di circoscrivere la circolazione del virus quando questa riprenderà».

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