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La rabbia della sorella di Giulia Tramontano su Impagnatiello: «Famiglia di imbroglioni. Ai giovani dico: perché è l’esempio da non seguire» – Il video

26 Ottobre 2026 - 15:17 Giovanni Ruggiero
Lo sfogo di Chiara Tramontano, indignata per essersi ritrovata l'assassino di sua sorella in aula senza manette. Già condannato all'ergastolo, a Impagnatiello è stata riconosciuta anche l'aggravante della premeditazione. L'attacco alla sua famiglia e a lui «che non si è mai pentito»
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«Mi appello alle nuove generazioni: se volete un esempio da non seguire scrivete su Google “Alessandro Impagnatiello” e vedrete che è una persona che nella vita non si è mai pentita». Lo ha detto Chiara Tramontano, sorella di Giulia, dopo la sentenza d’appello bis che ha riconosciuto la premeditazione nell’omicidio della ragazza. I giudici hanno confermato l’ergastolo per l’ex barman e hanno disposto tre mesi di isolamento diurno. Per la sorella, l’imputato «è entrato in quest’aula credendo di avere il diritto che non gli fosse riconosciuta la premeditazione, quando dovrebbe avere solo il dovere di chiedere scusa, non necessariamente a parole, ma con un atteggiamento che dimostri di sentirle».

Cosa ha detto Chiara Tramontano sulla famiglia di Impagnatiello

Per Chiara Tramontano la sentenza traccia una linea netta tra l’imputato e la vittima, e anche tra le rispettive famiglie. Ha parlato di «una famiglia di imbroglioni, bugiardi», contestando la mancata collaborazione e l’assenza dei parenti di Alessandro Impagnatiello in aula. «La mia famiglia siede dalla parte dei valori del rispetto e della compostezza, che per loro sono lontani anni luce», ha detto, definendo il verdetto «una giusta sentenza». Poi l’auspicio finale: «Speriamo che venga mantenuta e di non dover fare nuovamente un viaggio».

Perché ha contestato la presenza di Impagnatiello in aula senza manette

A margine dell’udienza, ha riferito ancora l’ANSA, la sorella di Giulia ha attaccato il fatto che l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna incinta di sette mesi potesse sedere accanto alla propria legale «senza manette, che sono posate su un tavolo», mentre i familiari della vittima seguivano il processo. «Trovo beffardo e assolutamente spregevole dover entrare in un’aula di tribunale e trovarmi di spalle l’uomo che ha ucciso mia sorella e mia nipote», ha detto. E ancora: «Io rappresento una donna morta, che non ha voce. E siccome mia sorella non ha voce e non ha diritti, preferirei che in un’aula di tribunale non ne venissero riconosciuti neanche alla persona che ha messo fine alla sua vita». Ha chiesto che il sistema tuteli i parenti delle vittime con «un’accortezza umana» e si è rivolta direttamente agli imputati: «Siete assassini e meritate di stare in galera. Oggi avete avuto mezz’ora di libertà, ma quantomeno sedete dietro le sbarre». Chiusura netta: «Io il mio ergastolo lo sconto tutti i giorni e nessuno mi concede un’eccessiva o un’ulteriore libertà».

Le parole a Ore 11 prima della decisione dei giudici

Prima che i giudici si pronunciassero sull’aggravante della premeditazione, Chiara Tramontano aveva attaccato duramente la famiglia di Impagnatiello a Ore 11, programma di Milo Infante su Retequattro: «Dovrebbero essere l’esempio del fallimento sociale», ha detto. Sull’ingresso in aula dell’imputato ha puntato il dito contro una «falla» del sistema dei tribunali: è entrato «dalla porta d’ingresso trionfalmente, a testa alta», ha detto, descrivendolo come «una persona senza vergogna», «fiero di sé e pieno del suo stesso ego». Nel suo giudizio è «un soggetto particolarmente inumano e, al tempo stesso, ridicolo in tutto quello che fa». Sul fatto che si sieda in prima fila e pensi di poter commentare le accuse, o di avere il diritto di scagionarsi, ha parlato di «un uomo privo di ogni intelletto e di ogni dignità umana». E ha aggiunto: «Io non lo evito, mi fa rabbia che esistano nella nostra società tali fallimenti umani».