Coronavirus, le notizie della notte – Negli Usa 39 mila nuovi casi, per Trump il virus ora è innocuo: gli esperti negano. In Iran mascherine obbligatorie per contenere la seconda ondata

Sono saliti a 11,4 milioni i casi nel mondo di Coronavirus, secondo i dati della Johns Hopkins University, mentre i decessi dall’inizio della pandemia sono ora 533.781. Gli Stati Uniti guidano la classifica mondiale, con 2,8 milioni di casi, seguiti dal Brasile con 1,6 milioni e la Russia con 680 mila contagi

Usa, per Trump solo l’1% dei contagiati è grave

EPA/SAMUEL CORUM | Il presidente americano Donald Trump durante il suo intervento per le celebrazioni del 4 luglio a Washington

Mentre negli Stati Uniti si registra un nuovo giorno pesante sul bilancio dei contagi di Coronavirus, con 39.379 nuovi casi per un totale 2,8 milioni, diversi esperti e funzionari della sanità pubblica hanno contestato le dichiarazioni di Donald Trump sulla pericolosità del virus. Durante un intervento nel giorno dell’Indipendenza, il presidente americano ha detto respinto le accuse di lentezza da parte della sua amministrazione nella risposta alla pandemia, ripetendo la sua teoria secondo la quale l’aumento dei casi è legato solo alla grande quantità di test effettuati. Un fenomeno che secondo Trump ha reso peggiore lo scenario pandemico americano più di quanto non lo sia in realtà, affermando poi che il 99% dei casi del Paese sono «totalmente innocui».

Come riporta il New York Times, sono diversi invece gli esperti contrari alle parole di Trump. A cominciare dal dott. Scott Gottlieb, ex commissario della Food and drug administration, che alla Cbs ha stimato che almeno il 5% dei contagiati si è ammalato al punto da richiedere il ricovero in ospedale. Una percentuale che potrebbe essere anche superiore, come sottolinea il direttore dell’Harvard Global Healt Istitute Ashish Jha, secondo il quale il tasso di mortalità calcolato nel mezzo della pandemia non fotografa l’intero quadro dei malati gravi per il Coronavirus: «Ci sono molti fattori – dice il dottor Jha – Supponiamo di prendere a caso 1.000 americani infetti. La nostra ipotesi migliore è che probabilmente tra il 6 e il 10% morirebbe per il virus».

Iran, scatta l’obbligo di mascherine in pubblico

EPA/PETER KLAUNZER | Il presidente iraniano Hassan Rouhani

Per la prima volta dall’inizio della pandemia, il governo iraniano ha imposto l’obbligo di usare le mascherine in pubblico per contenere la seconda ondata di contagi in corso nel Paese. Solo domenica 5 luglio in Iran ci sono stati 163 morti per il Coronavirus, il numero più alto secondo i dati del ministero della Salute. Il presidente Hassan Rouhani ha esortato le aziende a fornire il servizio clienti solo indossando mascherine, mentre a Teheran la polizia ha cominciato a intervenire sui mezzi pubblici e per strada, imponendo di coprire il volto a chiunque avesse violato la regola.

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