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Il post che invita a salvare le spose bambine che non lo sono: nessuna gravidanza o stupro, notizia falsa

La lotta contro il fenomeno delle spose bambine deve essere portata avanti con storie e foto vere, non con quelle di bambine con problemi di salute

Del fenomeno delle spose bambine ne abbiamo parlato in diversi articoli in passato, spiegando quale problema possa causare la disinformazione al merito. Il 20 luglio 2020 l’utente Rosanna pubblica un post Facebook dove riporta alcune fotografie dove si vedono delle bambine che, a suo dire, sarebbero incinta. Non sono bambine italiane, le foto sono state scattate all’estero e e presumibilmente in un paese musulmano.

Secondo Rosanna non ci sono dubbi, sarebbero delle piccole spose e invita a immaginare come potrebbero essere state stuprate per poi ingravidarle rischiando la morte. Rosanna si sbaglia, così come gran parte delle persone che hanno condiviso il post (oltre 4mila), perché le bambine nelle foto non sono incinta.

Le foto riguardano tre bambine afghane che vennero successivamente operate all’estero, in Iran e in Francia, per la rimozione di ciò che viene scambiata per una gravidanza. Due di loro soffrivano di insufficienza cardiaca e l’altra di talassemia (anemia mediterranea). La bambina vestita in blu si chiama Roya Jan, aveva 8 anni e soffrendo di talassemia (anemia mediterranea) il suo addome si era gonfiato. La foto era stata scattata nel 2019 in Afghanistan e la bambina è stata operata con successo in Iran.

Roya, otto anni nel 2019, prima di essere operata in Iran.

Le altre foto risalgono al 2003 e si possono trovare facilmente su Gettyimages dove è possibile trovare qualche indizio: le bambine saranno ospitate presso l’ospedale Georges Pompidou di Parigi e seguite dal Dr. Cheysson, presente negli scatti. In una foto successiva, scattata il 10 settembre 2003 a Parigi e pubblicata sempre su Gettyimages, troviamo entrambe le bambine in perfetta salute insieme al Dr. Cheysson a seguito dell’operazione subita da entrambe.

La bambina nella foto in alto nel post di Rosanna si chiama Ghulam Sultami Masoura e cercando su Gettyimages è possibile trovare le foto scattate prima, durante e dopo l’operazione. Entrambe erano state seguite dall’associazione francese La Chaîne de l’Espoir che, in seguito della diffusione delle immagini con la notizia falsa diffusa nel dicembre 2018, è intervenuta con il seguente tweet:

Nous tenons à rétablir la vérité sur ces photos de 2003 qui font polémique. Ces petites filles afghanes souffraient d’une insuffisance cardiaque terminale ce qui explique cet énorme ventre rempli de liquide. Elles ont été opérées grâce à la Chaîne de l’Espoir.

Tornando al post di Rosanna, ecco cosa leggiamo: «Salviamo le Bambine che vengono date in moglie a questi immondi.. Solo guardare le immagini si sta male.. immaginate lo stupro che subiscono e infine quella gravidenza che può portare anche alla morte !!!!! by Ester….. Altro…». Ciò che risulta curioso del post di Rosanna è la presenza della scritta «Altro…» alla fine del testo e per giunta non cliccabile, facendo intuire che il post non sia nemmeno farina del suo sacco ma una ripresa da qualche altro post Facebook effettuata con un banale copia incolla. Attualmente non è possibile risalire al «post zero», probabilmente pubblicato in un gruppo privato sempre su Facebook.

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