Sul caso «camici in Lombardia» Di Battista attacca Salvini: «Cazzaro dozzinale». E cita Almirante

Di Battista critica le dichiarazioni con cui Salvini ha difeso il leghista Attilio Fontana: «Parole vigliacche, immorali, mediocri, convenzionali»

Sul caso della fornitura di camici alla regione Lombardia, in cui è indagato anche il governatore Attilio Fontana, insieme al cognato Andrea Dini, interviene anche Alessandro Di Battista. Il grillino rivolge la sua critica non al presidente della Regione, ma al leader della Lega, Matteo Salvini, che, secondo Di Battista è intervenuto nella vicenda con parole «vigliacche, immorali, mediocri, convenzionali».


Di Battista si riferisce alle dichiarazioni con cui Salvini ha difeso Fontana, parlando prima su Twitter di «Malagiustizia a senso unico e “alla Palamara”». Per poi rincarare la dose. «Sono indagini che puzzano di vecchio, la giustizia alla Palamara non è quella di cui hanno bisogno l’Italia e la Lombardia. Ho totale fiducia in Attilio Fontana, nei sindaci e nei medici lombardi», ha detto Salvini da Bologna.

Parole che non sono andate giù all’esponente del M5s: «In un Paese normale un leader che ogni giorno parla di legalità rispetto al tema dell’immigrazione, che va a Capaci a rendere omaggio – a favore di telecamere – a Giovanni Falcone, che parla di piccole e medie imprese e dei loro problemi a restare in piedi, non avrebbe mai pronunciato parole così scontate. Parole vigliacche, immorali, mediocri, convenzionali…berlusconiane», ha scritto Di Battista su Facebook.

Il grillino ha precisato di ritenere il governatore innocente, fino all’eventuale condanna, ma ha anche affermato di voler entrare in merito alla vicenda per commentare appunto le dichiarazioni del leader della Lega: «Un personaggio molto sopravvalutato». «La qualità di un leader si vede soprattutto in questi momenti», continua Di Battista, che nella sua dura critica cita Giorgio Almirante (fondatore del partito del Movimento Sociale Italiano).

«Almirante, politico ammirato da molti sostenitori di Salvini, diceva: “Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo”». Ma è alla fine del post che arriva l’attacco più feroce: «Il giorno in cui Salvini non verrà più trattato da fascista ma da quel che è veramente, ovvero un cazzaro dozzinale ecco, quel giorno coinciderà con la fine politica di questo personaggio», conclude Di Battista.

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