Dl agosto, sgravi per neoassunti e decontribuzione per il rientro dalla cig. Catalfo: «Proroga dei 600 euro per turismo e spettacolo»

La ministra ha rilanciato la misura del salario minimo, affermando che in Italia ci sono «cinque milioni di lavoratori poveri»

Incassato l’ok sul Recovery Fund e chiusa (per ora) la partita con Bruxelles, il governo guarda ai prossimi mesi in casa, ed è al lavoro sul Dl agosto. Secondo quanto riporta l’Ansa sul tavolo dell’esecutivo ci sarebbero sei mesi di sgravio al 100% dei contributi per i neoassunti, oltre che 3-4 mesi di decontribuzione piena per i dipendenti che vengono fatti rientrare dalla cassa integrazione. Sarebbe quindi questo lo schema di incentivi al mondo del lavoro, per sostenere l’urto della crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus, da inserire nel Decreto di agosto.

Le simulazioni sono in corso e, per decidere la formulazione finale, si starebbe aspettando anche l’effettivo tiraggio di alcune delle misure già in vigore, come il Reddito di emergenza o la stessa cig Covid, per valutare se ci siano risorse inutilizzate da reimpiegare in questi capitoli.

Catalfo apre a un prolungamento dei 600 euro per alcuni settori

Intanto la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, intervenendo questa mattina alle Olimpiadi delle idee, la due giorni organizzata dal M5s con un Villaggio Rousseau in versione totalmente digitale, ha aperto a un possibile prolungamento del bonus di 600 euro per alcuni settori.

«Sì, è ipotizzabile il prolungamento del bonus» dei 600 euro per alcuni settori, come spettacolo e turismo, ha spiegato la ministra in risposta alla domanda di un utente. Con il prossimo decreto legge di agosto grazie «allo scostamento di 25 miliardi una buona parte, più di metà verterà su norme per il lavoro, ci sarà attenzione anche per i lavoratori dello spettacolo e gli stagionali del turismo che avranno un po’ più di difficoltà», ha annunciato.

Avanti con il salario minimo

Catalfo si è anche soffermata su un tema da tempo oggetto di discussione: l’introduzione del salario minimo. «La mia idea ribelle – ha spiegato – dopo il Reddito di cittadinanza è il salario minimo. È necessario che sia inserito nel nostro contesto, perché in Italia ci sono cinque milioni di lavoratori poveri che vanno a lavorare, hanno contratto e orario di lavoro ma un salario al di sotto della soglia di povertà, guadagnano pochissimo. Per fortuna non siamo soli, anche in Europa si parla di salario minimo e questo rafforza la nostra idea».

La ministra ha poi osservato come per una simile misura ci sia «un ritorno anche per l’economia», perché il salario minimo, ha proseguito, «aumenta il reddito disponibile e incentiva anche i consumi».

Proroga Cig in continuità

Sui prossimi passi del governo Catalfo ha spiegato che l’esecutivo si accinge a varare il prossimo decreto legge, che «sarà pubblicato la prima settimana di agosto». «La norma che sto studiando – ha detto la ministra – è fatta in modo che si possa richiedere la cassa anche dal 15 di luglio. Nel caso in cui le aziende avessero ultimato l’utilizzo delle 18 settimane precedenti, previste da Cura Italia e Decreto rilancio, avranno la possibilità di fare domanda per ulteriori 18 settimane anche in continuità dal 15 di luglio», ha spiegato.

Centri per l’impiego e assunzioni

Altro tema affrontato dalla ministra è quello relativo alle assunzioni nei Centri per l’impiego, per i quali è previsto, dal 2019 al 2021, «un rafforzamento di 11.600 unità». «Passiamo da 8mila a circa 20mila operatori», ha detto. «Le Regioni avevano iniziato a fare i bandi per assumere – ha spiegato Catalfo -, nel periodo del lockdown si è un po’ fermato tutto ma ho già fatto una riunione con le Regioni per ristabilire la partenza, mi hanno assicurato che stanno procedendo e ne stiamo accompagnando alcune che non avevano fatto il bando come la Sicilia, che lo farà nel più breve tempo possibile».

Tema questo correlato al Reddito di cittadinanza, in quanto iniziativa parallela. E riguardo agli strumenti che ruotano attorno al Reddito la ministra ha ricordato come sia «partito anche l’assegno di ricollocazione», con cui rivolgersi anche alle agenzie per il lavoro private, oltre ai centri per l’impiego. «Stiamo lavorando anche sulla definizione dell’app insieme al ministro Pisano per l’incrocio della domanda e l’offerta di lavoro», ha annunciato, come «abbiamo già fatto per l’agricoltura, con la app “Resto in campo“, già scaricabile in 5 lingue».

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