Sondaggio Ipsos, la simulazione sul prossimo Parlamento: così i partiti più piccoli possono essere decisivi

Gli ingressi in Parlamento di Italia Viva, Leu, Europa Verde e Azione potrebbero cambiare gli equilibri dell’emiciclo

Se la nuova legge elettorale, il Brescellum, verrà approvata (percorso che appare tutto in salita vista la reticenza all’interno della maggioranza di Italia Viva), la distribuzione dei seggi in Parlamento avverrà secondo i criteri di un sistema proporzionale. Come ogni sistema di questo tipo i piccoli partiti potranno anche avere un ruolo fondamentale, ed essere l’ago della bilancia, per garantire la formazione di una maggioranza. Questo però, nel caso del Brescellum, è subordinato a un elemento cruciale: la soglia di sbarramento. Al momento è al 5%, ma non è detto che non possa scendere al 3%. In questo caso si configurerebbero scenari molto diversi.

Corriere della Sera | Le simulazioni realizzate da Ipsos

È quanto si osserva in una simulazione realizzata da Ipsos per il Corriere della Sera, nella quale vengono delineati tre scenari, tenendo conto che, con la riforma sottoposta al referendum di settembre i seggi alla Camera scenderanno da 630 a 400. Nella prima ipotesi in un Brescellum (chiamato anche Germanicum per le similitudini con il sistema tedesco) con soglia di sbarramento al 5%, stando agli attuali sondaggi, il centrodestra conquisterebbe la maggioranza con 220 seggi.

Partito di testa si conferma la Lega, con 107 deputati, segue poi Fratelli d’Italia che, con i suoi 82 seggi, confermerebbe un costante guadagno di terreno nei riguardi del Carroccio. Forza Italia invece conquisterebbe 31 seggi. Sostanziale parità tra Pd (92 seggi) e M5s (86), 2 per la Südtiroler Volkspartei. Nella seconda simulazione abbiamo una soglia di sbarramento al 3% ma, stando agli attuali sondaggi, che vedono Leu ed Europa Verde al 2,9%, Italia viva e Azione al 2,5%, non cambierebbe nulla. Questi partiti resterebbero fuori.

Ma la domanda è: cosa accadrebbe se queste forze riuscissero ad andare oltre il 3%? Lo scenario cambierebbe radicalmente. Perché, come si vede nella terza ipotesi, avrebbero tutti diritto a 12 seggi. Trattandosi di partiti collocabili nell’area del centrosinistra ecco che i rapporti di forza cambierebbero, e una eventuale coalizione formata da questi piccoli partiti, più il Pd e il M5s, metterebbe in minoranza il centrodestra.

Resta dunque da domandarsi se a Pd e M5s non convenga davvero venire incontro alle richieste di Italia Viva perché, approvando il Brescellum così com’è, il risultato appare segnato.

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