Fauci avverte l’Italia: «In autunno seconda ondata possibile, ma evitabile. A rischio il Nord» – Video

L’immunologo e consigliere di Trump, descrive la situazione contagi negli Stati Uniti. «Siamo nei guai, magari ci comportassimo come in Italia»

Gli Usa sono nei guai e l’Italia potrebbe presto esserlo di nuovo. Così Anthony Fauci, l’immunologo in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria da Coronavirus negli Stati Uniti e consigliere dell’amministrazione Trump, commenta la situazione pandemica attuale. Durante l’intervista a «In Onda» su La7, l’immunologo americano ha descritto la situazione altamente critica del proprio Paese, considerando il numero di contagi, 70mila di media al giorno, il risultato della poca disciplina della cittadinanza statunitense alle direttive anti virus.

«In Usa ci troviamo ancora nel bel mezzo della prima ondata e siamo davvero nei guai» racconta, «Siamo arrivati a un livello molto alto di contagi. Avendo riaperto il Paese abbiamo assistito ad una recrudescenza di infezione, partiti dai 20mila contagi iniziali ora siamo a 70mila casi ogni giorno. Magari avessimo agito come voi».

Fauci ribadisce quanto l’Italia e l’Europa debbano tuttora essere da esempio su come tentare di uscire fuori dall’incubo pandemia. « È importante dire che l’Italia e l’Europa sono stati davvero virtuosi. Ora ci sono solo una manciata di casi ogni giorno e pochissimi morti».

Secondo l’immunologo «molto è dipeso dall’adesione attenta da parte degli italiani alle misure restrittive, motivo per cui ora la curva dei contagi si è ridotta drasticamente», a differenza di altri Paesi europei come Spagna, Romania e Bulgaria, in cui la situazione contagi è molto più preoccupante.

«Possibile ma non inevitabile»

Ma la prospettiva futura sembra meritare anche per Fauci molta prudenza. «Una seconda ondata non è inevitabile, ma possibile», spiega parlando dell’Italia. Soprattutto delle zone del Nord in cui l’autunno e l’inverno comporteranno temperature più basse che potrebbero prestarsi, insieme alla stagione dell’influenza, a una ricomparsa massiccia di casi.

Riguardo al caldo, Fauci spiega come le alte temperature che attualmente invadono molte zone degli Stati Uniti, «mi trovo in Maryland, qui fanno 30°. In Florida ora arriviamo ai 40°», non stanno influendo come ci si aspettava nell’arresto ai contagi.

«La colpa non è di Trump»

In quanto alle responsabilità politiche di una situazione complessa come quella degli Stati Uniti in questo momento, Fauci sembra non riconoscere demeriti alla gestione di Trump:«La colpa non è dei politici, il problema è che i cittadini degli Stati Uniti ha un rapporto combattuto con le misure di sanità pubblica. è mancata la reazione al virus, alla gente non piace ascoltare che cosa deve fare da parte dell’autorità sanitaria», conclude.

Su distanziamento e mascherine Fauci è ancora perentorio:«Per ora non possiamo farne a meno. Quando caleranno i contagi o addirittura quando avremo un vaccino sicuro ed efficace per tutta la popolazione mondiale, solo a quel punto potremmo pensare di abbandonare la mascherina». Trump ha cominciato da poco a metterla in pubblico, «ha deciso perché l’esempio è importante. Dentro la Casa Bianca non la indossa, in pubblico sì».

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