Ultime notizie Delitto di GarlascoHackerLeonardo Del VecchioMidtermUcraina
POLITICACommissione UECoronavirusCrescita economicaItaliaUnione europea

Coronavirus, ok da Bruxelles a 6 miliardi di aiuti per le Pmi italiane. Vestager: «Far fronte alle carenze di liquidità»

01 Agosto 2020 - 16:18 Redazione
La fabbrica è la stessa ma da un giorno all'altro è cambiato il lavoro. Non più abiti da cucire, libri da stampare, borse da confezionare o capi di alta moda, ma mascherine igieniche per proteggersi e proteggere contro il Covid 19. E' la svolta solidale delle migliaia di lavoratori delle aziende che hanno deciso di cambiare produzione, a volte macchinari spesso materie prime, per dare una mano nell'emergenza coronavirus. Una novità anche per Graziella Balbino che dopo 37 anni di drappeggi e pinces a tailleur e pantaloni, si è trovata a cucire mascherine. "Con i guanti il tessuto all'inizio scivolava, ora mi sono abituata e sono orgogliosa di questo progetto", spiega la responsabile dell'atelier di Alba del gruppo Miroglio.
ANSA/UFFICIO STAMPA MIROGLIO
+++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Gli aiuti saranno articolati in tre misure, complementari tra loro, volte a incentivare la mobilitazione di investimenti privati
Google Preferred Site

Da Bruxelles arriva il via libera a tre schemi di aiuti di Stato predisposti dall’Italia, per un totale di 6 miliardi di euro. L’approvazione, avvenuta nell’ambito del quadro temporaneo degli aiuti di Stato, riguarda principalmente incentivi alla ricapitalizzazione per le Pmi che hanno subito i contraccolpi della pandemia di Coronavirus.

«Con questi 6 miliardi di euro, l’Italia sosterrà ulteriormente le Pmi rafforzando la loro base di capitale, e facilitando l’accesso al finanziamento. Gli schemi puntano infatti a far fronte alle carenze di liquidità», ha detto Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, responsabile per la politica di concorrenza. «Continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri – ha proseguito – per trovare soluzioni per mitigare l’impatto economico del Covid-19, in linea con le norme dell’Ue».

In cosa consistono i tre schemi

L’obiettivo è incentivare la mobilitazione di investimenti privati. Per farlo si procederà attraverso tre schemi, complementari tra loro. Il primo prevede una sovvenzione associata a un credito di imposta: gli investitori privati che inietteranno capitale nelle società avranno, di rimando, diritto a ricevere un credito d’imposta fino al 20% dell’importo investito. Un aiuto quindi diretto sia all’investitore, a cui è riservato il vantaggio fiscale, sia alla società partecipata, che riceve l’investimento.

La seconda misura è un regime di credito d’imposta, in cui le società stesse riceverebbero un credito fino al 30% dell’importo del loro aumento di capitale. Infine, nell’ambito del terzo schema, il sostegno pubblico assumerà la forma di prestiti subordinati.

Tutte le soluzioni saranno accessibili alle società che hanno subito una forte riduzione dei ricavi a marzo e aprile 2020, a condizione che approvino ed eseguano un aumento di capitale. Si punta quindi a migliorare l’accesso al finanziamento esterno di quelle società maggiormente colpite dagli effetti economici della pandemia.

Gli aiuti in cifre

In particolare, nell’ambito dei primi due schemi, l’aiuto non supererà gli 800.000 euro per impresa (tranne nel settore agricolo primario e nel settore della pesca e dell’acquacoltura, dove si applicheranno rispettivamente i limiti di 100.000 euro e 120.000 euro per impresa). Per quanto riguarda invece il terzo regime, nel 2019 l’aiuto non supererà il 12,5% del fatturato del beneficiario, come previsto dal quadro di riferimento. Nell’ambito di tutti e tre i regimi, gli aiuti alle imprese sono limitati nel tempo e possono essere concessi entro la fine del 2020.

Leggi anche: