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Vannacci: «Se Meloni non si allea con me rischia la fine di Trump»

05 Novembre 2026 - 05:33 Alba Romano
giorgia meloni roberto vannacci
Il leader di Futuro Nazionale: la premier accetta i diktat dell'Europa e la russofobia. Così alle urne rischia. Ma una decisione sulla coalizione la deve ancora prendere
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Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci dice che lo stanno ostracizzando. E la matrice di tutto è nel centrodestra: «Ma cercherò di tornare in tv anche per riportare la verità dei fatti». Di più. L’ex generale dice che la disfatta di Donald Trump era prevedibile: «Si era presentato come un pacificatore, al grido di ‘Prima l’America’. Ma ha disatteso le aspettative, senza riuscire a fermare il conflitto in Ucraina e scatenandone uno in Iran. Ha deluso, un po’ come Giorgia Meloni, che prometteva ‘Prima gli italiani’», sostiene in un’intervista al Fatto Quotidiano.

Meloni, Trump e Vannacci

Secondo Vannacci invece Meloni «ha accettato tutti i diktat dell’Europa, quella a cui aveva promesso che ‘sarebbe finita la pacchia’, iniziando dal green deal che uccide le nostre imprese, passando alle politiche migratorie annacquate. Forse è per questo che ha difficoltà ad allearsi con noi: rappresentiamo la coscienza di ciò che non ho fatto». E per questo rischia di perdere come Trump «a meno che non si affidi a Futuro nazionale. Serve un radicale cambio di rotta».

L’ostracizzazione del generale

Riguardo i sondaggi in stallo, il leader di Fn sostiene che sia colpa delle tv: «Per tutta l’estate le trasmissioni Mediaset hanno sparato contro di noi, senza che io o rappresentanti di Futuro nazionale potessimo essere presenti per ribattere. Poi devono essersi accorti che come strategia non funzionava, e allora hanno deciso di ignorarci. Come fanno peraltro molti quotidiani».

Per colpa del centrodestra «che ha scelto aprioristicamente di non allearsi con noi: almeno per ora. Con il pretesto del voto utile stanno provando a rosicchiarci un po’ di consensi. Poi a 45 giorni dalle elezioni Meloni deciderà se sarà conveniente allearsi con noi. Per adesso manda avanti contro di noi i suoi sgherri, come La Russa. Ma una parola dritta su un’intesa con Fn non l’ha mai detta. Per la verità la premier ha detto che non vuole allearsi con lei per “non essere ricattabile politicamente”. Non so se si riferisse a noi. Dopodiché forse i ricatti li ha subiti lei, mostrandosi accondiscendente al green deal della commissione Von der Leyen e alla russofobia».

I sondaggi

Sempre secondo Vannacci i sondaggi sono «l’altra arma che stanno usando contro di noi. Ma i numeri dicono che cresciamo senza fermarci. Abbiamo superato i 162mila iscritti, al ritmo di mille a settimana. E come ha scritto Repubblica, siamo il partito che sta ricevendo più donazioni. E poi ovunque io vada la gente mi accoglie con entusiasmo». Poi se la prende con Cateno De Luca e con l’ex Pci Marco Rizzo: «Mi chiedo come possano pensare che una persona di destra la voti. De Luca è sempre durissimo nei suoi confronti. Lui è soltanto un trasformista, e di Rizzo mi ricordo i suoi elogi per Prodi e la sua celebrazione della società meticcia fatta quando era eurodeputato. Se il centrodestra vuole davvero vincere, la strada è un’altra: la nostra».

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