A piedi, in asino o in bici attraversando l’Italia: il viaggio di cinque amici per il turismo sostenibile

90 giorni di viaggio sostenibile come simbolo della ripartenza post Covid. I ragazzi di Tourist4future, guide ambientali, hanno reagito così alla crisi economica del settore

A piedi, in barca a vela, su un asino, la traversata sostenibile dei cinque ragazzi di Tourist4future è il loro modo di reagire al difficile periodo di lockdown da Covid-19 che li ha lasciati senza lavoro. Guide ambientali, fotografi ed esploratori, i cinque amici hanno deciso di unirsi per un viaggio di tre lunghi mesi per le regione italiane, all’insegna del turismo sostenibile. «E ora che facciamo?», Mauro Cappelletti, una delle guide ambientali attualmente in viaggio, è stato tra i primi del gruppo a chiedersi come avrebbero potuto reagire a quella difficile situazione.

«Avevamo perso il nostro lavoro di guide all’estero, come guide ambientali accompagniamo i turisti italiani in viaggi naturalistici in Paesi che hanno chiuso l’ingresso agli italiani. Tutti i viaggi estivi erano stati di colpo cancellati». Valentina Miozzi, la viaggiatrice più social di Tourists4future, spiega da dove è nata l’idea di un viaggio sostenibile così lungo e inclusivo. «Se si fa si fa in grande, ci dicemmo. Qualcosa per rilanciare il turismo in Italia, qualcosa che avrebbe potuto coinvolgere anche tutti gli operatori turistici del settore ambientale e sostenibile».

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1°luglio 2020. 💙⛵💙 Il team di #Tourists4Future è partito in BARCA A VELA da #Palermo!!!!!! Evviva!!!!!! 💙⛵💙 Avevamo detto che avremmo viaggiato con mezzi sostenibili da Palermo a Bergamo? 😉 ⛵🌊🌞 La #barcaavela è tra i pochi mezzi di trasporto al mondo che può viaggiare con le sole forze della #natura, non poteva mancare nel nostro viaggio verso Bergamo! 👇 Siamo stati fortunati perché non ci saremmo MAI potuti permettere di noleggiarne una.. ma il nostro @francesco.quero ha fatto una scelta di vita: niente casa coi muri, ma una casetta con le ruote (un camper) e una con la vela ⛵💙 Oggi ci aspettano tante ore di navigazione, meta? Cefalù!!! Un abbraccio a tutti!!!!

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E così i cinque decidono di partire per un viaggio di 90 giorni. Destinazione: tutte le regioni d’Italia. Partiti il 1° luglio da Palermo, stanno tuttora attraversando le meraviglie naturali dello Stivale, avendo come meta finale, la città di Bergamo, il 2 ottobre.

«La nostra destinazione finale non è a caso, visto tutto quello che purtroppo è successo in quella città a causa del Coronavirus», spiega Valentina. La guida ambientale e divulgatrice di turismo sostenibile, autrice del blog e della pagina Instagram ViaggiareLibera, documenta passo a passo sui social il viaggio che ha proposto di fare agli amici.

«Dare esempio di come viaggiare a basso impatto ambientale è il nostro scopo, insieme a quello di raccontare, attraverso un’esperienza sostenibile, i volti di tutti quelli che, come noi, stanno provando a rialzarsi», racconta. È così che, aspettando di arrivare a Bergamo il prossimo autunno, i cinque viaggiatori si spostano di regione in regione, con l’imperativo di ridurre al minimo il consumo di Co2.

«In alcuni pochi casi sarà inevitabile doversi spostare in furgoncino ma proprio per rendere il nostro viaggio totalmente Co2free e compensare  le emissioni, abbiamo aderito a Trentino Tree Agreement, un progetto italiano di riforestazione in Trentino Alto Adige», spiega Valentina.

Un investimento personale che le guide ambientali hanno scelto di fare attingendo dai propri fondi, «nessuno scopo di lucro, solo il desiderio di innescare un passaparola virtuoso» spiega la viaggiatrice, «perché l’Italia può e deve ripartire anche attraverso un turismo sostenibile». Dove non arrivano le loro risorse ci sono gli aiuti per le spese di viaggio che arrivano dalla raccolta fondi su gofundme.

Sicilia, Campania, Basilicata, Sardegna. Nel diario di bordo dei Tourists4future, parchi naturali, borghi nascosti e buona resistenza, perché ogni volta che si può, al posto dei motori si scelgono i piedi. L’impegno di viaggiare in modo sostenibile regala un legame più profondo con le terre che si visitano. «Si esplorano più lentamente, se ne rispettano le risorse, come acqua ed energia, cercando di consumarne il meno possibile. Si trasferisce l’esempio anche solo rifiutando la piccola bustina di plastica dove tenere il nostro souvenir», spiega la blogger di Viaggiarelibera.

E poi ci sono i volti, le decine di operatori del turismo italiano, le guide locali, i proprietari delle strutture turistiche «che finora ci hanno accolto con un bisogno grande di gioia e serenità condivisa, ci hanno colpito così tanto che già dal secondo giorno è uscita qualche lacrima di commozione», continua la viaggiatrice. Ed è in questo caso che girare il pianeta in modo sostenibile si intreccia con il viaggiare in modo etico.

«C’è un impatto etico nella popolazione di cui si visita il luogo, sul suo sviluppo economico e sociale. La parola «sostenibile» inevitabilmente riguarda anche la responsabilità del nostro modo di comportarci e rapportarci con gli abitanti». Lo storytelling del viaggio prosegue su Instagram, permettendo alle guide ambientali di poter trasferire anche quanto sanno di più bello, e spesso nascosto, delle regioni italiane in cui arrivano.

Dopo l’ondata di Covid-19, la situazione delle guide ambientali è complicata. Aigae, (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche) parla di perdite per milioni di euro sull’intero indotto collegato alle iniziative delle guide, già dai primi del mese di marzo. È proprio nella natura però che comincia a esser meno problematico applicare le regole del distanziamento sociale. « È l’estate del turismo lento, della montagna, della riscoperta dei piccoli borghi, ognuno con il proprio bagaglio enogastronomico e storico» spiega Davide Galli, presidente di Aigae.

«La Guida rappresenta l’anello di congiunzione tra i parchi, le aree protette e i visitatori, divulgando ed interpretando il territorio», continua Galli. Una ripartenza lenta e sicuramente anomala, «con un ridotto numero di partecipanti, con escursioni svolte nel rispetto di precise normative. Tuttavia una ripresa è possibile se le persone cominciano a comprendere le forme nuove di un turismo responsabile,» conclude il presidente delle guide ambientali.

Valentina Miozzo intanto prosegue il viaggio con i suoi quattro amici, «siamo tra le realtà più colpite dalla crisi economica, tra i mesi di attività forzata e una prospettiva ancora oggi incerta siamo davvero in difficoltà. Questo viaggio vuole essere un messaggio positivo, per noi e per tutti quelli che incontriamo sul nostro cammino».

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