Coronavirus, ad Alzano e Nembro gli esperti chiesero la «zona rossa». Ma nessuno li ascoltò. Salvini: «Governo criminale»

Nonostante le richieste del Cts, quell’area non fu mai chiusa. Secondo il Corriere della Sera, Conte davanti ai magistrati avrebbe detto di non aver mai ricevuto il dossier. Il leader leghista: «Al governo andrebbero arrestati»

Forse qualcosa si poteva fare. Nessuno ha ascoltato l’appello degli esperti per la zona rossa ad Alzano e Nembro. Il Comitato tecnico scientifico nazionale, il 3 marzo scorso, infatti, chiedeva rigide misure per il contenimento della pandemia del Coronavirus, ovvero una zona rossa nei comuni di Alzano e Nembro. Ma il governo non li ha ascoltati. «Il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue», si legge nel verbale che è stato pubblicato dall’Eco di Bergamo, e che ha scatenato la reazione dell’opposizione, con Matteo Salvini a evocare le manette per l’esecutivo.

Il documento

Cosa c’è scritto sulla relazione

Invece quella zona rossa non verrà mai istituita nonostante l’arrivo, il 5 marzo scorso, in provincia di Bergamo, di 250 uomini e donne delle forze dell’ordine per un’eventuale chiusura dei due comuni. «I due comuni – spiegavano gli esperti nel documento – si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l’R0 (l’indice di contagio, ndr) è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio».

Conte: «Mai visto questo documento»

Questo verbale, secondo il premier Giuseppe Conte, non sarebbe mai stato trasmesso a Palazzo Chigi. Lo confessa lui stesso ai magistrati di Bergamo che, lo scorso 12 giugno, lo hanno ascoltato a Roma: «Quel documento non mi è mai arrivato. Non l’ho mai visto», come riporta il Corriere della Sera. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha twittato: «Che il Cts avesse raccomandato la zona rossa in Val Seriana lo sappiamo dal 3 marzo. Che accade poi? Il governo esita 4 giorni e poi opta per la zona arancio estesa a tutta la Lombardia. La Regione, invece, si chiama fuori: la ZR non tocca a me. Ma non la chiede neanche al governo».

In precedenza, dal palco di San Casciano, in Val di Pesa, il leader della Lega Matteo Salvini aveva evocato le manette per l’esecutivo: «Quando io mi soffio il naso in maniera sbagliata fanno sei edizioni straordinarie. Oggi sono usciti i verbali. Parrebbe che avessero chiesto di sigillare la Val Seriana. Il governo invece non ha sigillato le zone rosse ma il resto d’Italia: se fosse vero, andrebbero arrestati». Salvini ha poi rincarato la dose, dicendo che – se fosse confermato quanto emerge dai verbali – quello del governo «sarebbe un atteggiamento criminale».

Gli atti secretati

Non sono più segreti i documenti del Comitato tecnico scientifico sul periodo dell’emergenza Covid. Peccato che ne manchino alcuni, come quelli relativi alla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in Val Seriana. Una richiesta, quella di accesso agli atti avanzata dalla Fondazione Einaudi, che inizialmente era stata rifiutata. Poi il 22 luglio il colpo di scena con il Tar che accoglie il ricorso contro il diniego. Ieri 6 agosto 2020 la pubblicazione dei verbali. Se da una parte si scopre che il Cts non ha mai chiesto al governo un lockdown su tutto il territorio nazionale, dall’altra non si capisce come mai non siano stati resi pubblici i verbali su Alzano e Nembro.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/STEFANO CAVICCHI

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