L’Italia è tra i Paesi meno digitalizzati in Europa (anche quest’anno)

In base all’indice Desi nel 2018 l’Italia era al 25° posto su 28 Stati membri, nel 2019 è salita al 24° ma ora è ritornata a quattro posizioni dal fondo classifica

Quartultimi. Migliori solo di Romania, Grecia e Bulgaria. Il report della Commissione europea sulla digitalizzazione degli Stati membri è impietoso nei confronti dell’Italia. Con i suoi 43,6 nell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi) il nostro Paese è più basso di 9 punti della media dell’Unione europea. Sopra questa soglia ci sono non solo i Paesi nordici (che conquistano la vetta della classifica) ma anche Spagna, Germania in Francia. Tutte più alte delle media Ue. Una posizione coerente con l’andamento degli ultimi anni (nel 2019 eravamo 24°).

Per calcolare l’indice Desi la Commissione europea si basa su quattro parametri: connettività, capitale umano, l’uso di internet da parte dei cittadini, l’integrazione e lo sviluppo delle tecnologie digitali in ambito aziendale e la digitalizzazione dei servizi pubblici. Guardando le analisi parziali, il dato peggiore è quello che riguarda il capitale umano. Qui l’Italia si colloca all’ultimo posto visto che (secondo i dati del 2019) solo il 42% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede almeno le competenze digitali di base. In Germania questa percentuale sale al 70%.

Va meglio per la connettività: qui l’Italia è al 17° posto, in linea con la media Ue. Tra il 2018 e il 2019 la percentuale di famiglie con accesso alla banda larga è passato dal 9% al 13%. Buono anche il punteggio sulla preparazione alla rete 5G, ben superiore alla media. Ancora basso invece il livello dei servizi pubblici digitali: solo il 32% degli italiani che hanno accesso alla rete usa i servizi di e-government, la media Ue è del 67%.

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