Libano, si dimette il primo ministro Diab Hassan con tutto il governo: «Il disastro è il risultato di una corruzione cronica»

«La rete della corruzione è più grande di quella dello Stato», ha sottolineato il capo dimissionario del governo. «Facciamo un passo indietro per stare al fianco del popolo»

A quasi a una settimana dall’esplosione al porto di Beirut, e sull’onda degli scontri che da giorni infiammano la capitale libanese, il primo ministro del Libano Diab Hassan si è dimesso insieme a tutto il governo. L’annuncio è arrivato dopo la riunione del Consiglio dei ministri ed è stato comunicato in un discorso ufficiale al Paese ale 19.30, ora locale. Il disastro avvenuto martedì scorso a Beirut «è il risultato di una corruzione cronica» in Libano, che ha impedito una gestione efficace del Paese, ha detto il primo ministro. «La rete della corruzione è più grande di quella dello Stato».

«Oggi facciamo un passo indietro per stare al fianco del popolo», ha proseguito ancora Diab, aggiungendo di voler «ascoltare le richieste di un vero cambiamento da parte della nazione». «C’è una classe politica – ha affermato il capo dimissionario del governo – che sta resistendo con tutti i mezzi per impedire il cambiamento. Sapevano che noi eravamo una minaccia per loro».

Zeina Akar, vicepremier e ministro della Difesa, aveva dichiarato che il disastro di martedì scorso nel porto di Beirut «ha reso necessarie le dimissioni dell’esecutivo». Secondo quanto sta emergendo, già nelle prossime ore potrebbe vedere la luce un governo di unità nazionale.

Fino ad ora, quattro ministri avevano presentato le loro dimissioni. Dopo Manal Abdel Samad (Informazione) e Damianos Kattar (Ambiente), anche Marie Claude Najm (Giustizia) e Zeina Akar (Difesa) hanno annunciato di avere fatto un passo indietro. Ora la notizia ufficiale delle dimissioni di tutto il governo libanese.

Dimissioni per l’intero esecutivo

«Rassegno le mie dimissioni e quelle del mio governo», ha detto il premier uscente nel discorso ufficiale delle 19.30, ora locale. Marie Claude Najm aveva dichiarato di aver presentato le sue dimissioni perché «è mia convinzione che restare al potere in queste condizioni, senza un cambiamento fondamentale del sistema, non porterà alle riforme per le quali ci siamo adoperati», aveva detto invitando il resto dei membri della maggioranza a fare lo stesso. Stando a quanto riportato da Al Jazeera, si erano dimessi alla spicciolata anche nove membri del Parlamento. Ora si aprono diversi scenari sul futuro dell’esecutivo.

Foto copertina: EPA/WAEL HAMZEH

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