L’ultima gaffe della ministra Azzolina: scivola su «effrazione». L’ironia degli utenti sui social

Azzolina è anche sotto accusa per un’intervista a La Stampa sulle lezioni nei bed&breakfast, dal Ministero però arriva la smentita

Non è un periodo facile per la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ormai manca poco più di un mese alla riapertura della scuola e i dubbi e le critiche sono ancora tante, come nel caso dei banchi con le ruote. Ma l’ultima tegola che cade sulla testa della ministra riguarda un errore lessicale commesso in un recente tweet in cui esprimeva solidarietà a una dirigente scolastica di Troia, nella provincia di Foggia, dopo un’effrazione avvenuta nell’Istituto Comprensivo Virgilio-Salandra.


Un’effrazione, non «un’infrazione» come l’ha chiamata su Twitter, sbagliando, la ministra. Una piccola gaffe che non le è stata perdonata dagli utenti, anche visto alcuni memorabili precedenti, come quando parlando degli studenti disse che non sono «imbuti da riempire». «Infrazione? È passato col rosso uno dei banchi con le rotelle, scappato dall’istituto?», ironizza un utente. «La situazione si fa grammatica», commenta un altro.

«Lezioni nei bed&breakfast». La ministra smentisce

Ma la gaffe sull’effrazione non è l’unica a perseguitare la ministra questo martedì nero. A creare scompiglio al Miur è anche un’intervista pubblicata sul quotidiano La Stampa in cui la ministra avrebbe dichiarato che – per far fronte alla mancanza di un numero sufficiente di aule per portare avanti le lezioni in presenza, mantenendo le distanze di sicurezza – starebbe lavorando anche a soluzioni alternative «come i bed&breakfast», un’ipotesi che «non ci deve scandalizzare», avrebbe aggiunto.  

Le frasi però hanno subito suscitato scalpore. Su Facebook, Matteo Salvini grida allo scandalo: «Sempre più imbarazzante», commenta il leader della Lega. Nel frattempo in una nota, il Ministero dell’Istruzione precisa che su La Stampa di oggi vengono riportate affermazioni che la Ministra non ha mai pronunciato, all’interno di un colloquio mai concordato.

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