Rientro a scuola, salta il metro di distanza obbligatorio (per i primi mesi). Azzolina: «Gli enti locali facciano di più per trovare gli spazi»

I ragazzi, però, dovranno tenere la mascherina per tutta la durata delle lezioni. Consigliata l’app “Immuni” per gli studenti delle superiori

È caos sulla riapertura delle scuole. Da una parte la necessità di far ritornare i ragazzi tra i banchi, dall’altra l’obbligo del distanziamento sociale per contenere la pandemia del Coronavirus. Il Comitato tecnico scientifico, appreso delle carenze di aule e di banchi, ha stabilito che, nel caso in cui non fosse possibile garantire la distanza di un metro tra un alunno e l’altro, sarà obbligatorio indossare la mascherina per tutta la durata delle lezioni. Questo «al solo scopo di garantire l’avvio dell’anno scolastico» precisano. In nome del diritto allo studio, dunque, salta il vincolo della distanza di sicurezza.

L’app Immuni

In altre parole, se rimarranno le classi pollaio, se non arriveranno in tempo i banchi monoposto, se non ci saranno nuove aule, si potrà comunque tornare a scuola ma con le mascherine, meglio se «chirurgiche». Fondamentale sarà la pulizia delle aule e, più in generale, delle strutture scolastiche. Consigliato l’uso dell’app Immuni per i ragazzi delle superiori.

Situazione da «correggere il prima possibile»

Misure decisamente mitigate rispetto a quelle iniziali, che erano molto rigorose e che non avevano fatto dormire sonni tranquilli alla ministra. Una cosa è sicura: il 14 settembre bisognerà tornare a scuola, costi quel che costi. La mascherina e il distanziamento sociale, dunque, diventano consigliati ma alternativi. Una situazione che, però, non potrà rimanere così a lungo: si tratta di disposizioni temporanee in attesa che il ministero e i dirigenti scolastici (già sul piede di guerra perché preoccupati per la mancanza di spazi, ndr) siano messi nelle condizioni di adeguarsi alle norme imposte dal governo.

Intanto i presidi potranno usare i banchi a due posti – in attesa di quelli nuovi – e rinviare la didattica a distanza. In altre parole, una situazione da «correggere il prima possibile» per evitare lo tsunami, dunque il rischio di una seconda ondata.

I timori per settembre

Entro lunedì 17 agosto i dirigenti scolastici dovranno riferire al ministero se nelle loro strutture ci sono ancora carenze, se servono aule. Insomma la ministra Lucia Azzolina ha avviato un ulteriore monitoraggio in vista del grande rientro di settembre quando potrebbe registrarsi un’ulteriore crescita dei contagi (a causa degli spostamenti di ragazzi, genitori, nonni, docenti e più in generale il personale scolastico). Ieri ci sono stati +523 casi in tutta Italia.

Azzolina: «Sugli spazi serve più impegno da parte degli Enti locali»

La ministra è intervenuta questa mattina, 14 agosto, a “Radio anch’io” su Rai Radio 1. In merito ai ritardi con cui si stanno trovando gli spazi per garantire il distanziamento fisico nelle scuole, Azzolina ha spiegato: «Sugli spazi si è fatto molto, ma serve un ulteriore impegno da parte degli Enti locali, che sono proprietari degli edifici. Hanno i poteri commissariali per velocizzare i lavori, le risorse per l’edilizia scolastica leggera. E abbiamo dato nel dl agosto ulteriori risorse per gli affitti».

E la distanza di sicurezza resta una priorità: «Noi stiamo lavorando al distanziamento e continueremo a farlo. Ci sono Paesi europei che dicono: se non hai il distanziamento metti la mascherina e basta. Noi stiamo facendo di più: stiamo lavorando per garantire a tutti il distanziamento». «La scuola a settembre riparte, ma la vita degli italiani è già ripartita», ha aggiunto. «L’obiettivo non è solo riaprire le scuole, ma fare in modo che non richiudano. Tutti i pezzi stanno andando al loro posto».

Foto in copertina di repertorio: EPA/PHILIPP GUELLAND

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