Le scuole «hanno chiesto 2,4 milioni di banchi». I produttori riusciranno a consegnarli in tempo?

Gli istituti scolastici potranno «scegliere tra un banco con caratteristiche più tradizionali e uno con caratteristiche più innovative» ha precisato Peppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione

Sono 2 milioni e 400mila i banchi richiesti da 8.088 istituzioni scolastiche su 8.390. Si tratta comunque di «numeri provvisori», come spiega il sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro in Commissione Istruzione alla Camera. «La scuola può scegliere tra un banco con caratteristiche più tradizionali e uno con caratteristiche più innovative: sarà libera scelta della scuola, il ministero non intende imporre a nessuno il tipo di banco da scegliere», ha spiegato.


Rientro in classe a settembre in piena sicurezza

L’obiettivo, adesso, è quello di garantire il rientro in classe, per tutti, in piena sicurezza già a partire da settembre. «Ci è sembrato importante che ci fosse un commissario straordinario che potesse garantire la strumentazione necessaria. La scelta di affidare il compito alla struttura commissariale esistente è la più razionale sia per garantire la tempestività degli acquisti che per evitare duplicazioni. Il ministero sta lavorando per un modello di scuola più innovativa» ha detto De Cristofaro. Ma tante sono le polemiche.

«Impossibile produrre 3 milioni di banchi in così poco tempo»

Il bando è stato voluto fortemente dalla ministra Lucia Azzolina ma rischia di andare deserto visto che produrre 3 milioni di banchi in così poco tempo, come sostengono le aziende del settore rappresentate da Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica, sarebbe impossibile. «Quello che chiede il bando significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni» spiegano.

La ministra ha fatto sapere che «grazie ai banchi singoli si recupera tanto spazio. Per tanti anni ci siamo lamentati degli arredi scolastici vecchi, ora che possiamo rinnovarli non lamentiamoci: non sprechiamo soldi, sono investimenti. Il commissario per l’emergenza Arcuri ha pubblicato la gara europea per ridurre i costi e abbiamo chiesto alle scuole che tipologia di banchi volevano».

Foto di Ansa

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