I ragazzi positivi al Coronavirus dopo il viaggio a Malta: «Nessuno indossava la mascherina» – L’intervista

A Open parla uno dei ragazzi positivi: «Ora sono segregato in camera, mi passano il cibo dalla finestra»

«Avevamo scelto Malta perché c’erano pochi contagi e, invece, siamo stati sfortunati». A parlare a Open è uno dei ragazzi di 18 anni rientrati da Malta e poi risultati positivi al Covid-19. Ci chiede di restare anonimo ma parla a nome di tutta la comitiva e lo fa per la prima volta. «Uno dei miei amici aveva già programmato il tampone al suo rientro. Quando ha saputo il risultato, siamo subito corsi in ospedale. Fatto il tampone, ci siamo barricati a casa e non siamo più usciti».

Adesso il 18enne, da sempre asintomatico, così come gli altri compagni di viaggio, è chiuso nella sua camera dove misura continuamente la temperatura corporea: «Mi passano il cibo dalla finestra, sono segregato qui. È bruttissimo» ci confida. «Eravamo un gruppo di nove ragazzi e tutti e nove siamo tornati in Italia positivi al Coronavirus. Ma, credetemi, abbiamo fatto il possibile: in vacanza indossavamo quasi sempre la mascherina».

«Certo, non quando prendevamo un drink, non quando si fumava una sigaretta. Ma nelle discoteche eravamo delle mosche bianche, tra i pochi a mettere le mascherine. Gli altri, soprattutto polacchi e tedeschi, non la indossavano nemmeno all’ingresso. Fuori dalle discoteche c’era la fila. Forse potevamo stare più attenti, facendoci ad esempio un tampone al rientro e per questo ci scusiamo».

Malta, e i tutti i suoi casi

Malta è una delle mete turistiche che più preoccupa l’Italia (e non solo) in queste ore. Sono migliaia i ragazzi, soprattutto i giovanissimi, che ogni anno si recano in questa isola per diversi motivi: prima di tutto il costo, molto basso rispetto ad altre destinazioni, e soprattutto per il clima che si respira. È conosciuta, infatti, come l’isola della perdizione: tra drink, night club, locali di ogni tipo, discoteche e casinò. Divertimenti a ogni ora del giorno e della notte e per tutti i gusti.

Nel Siracusano, ad esempio, si sono registrati altri 11 casi, tutti di rientro da Malta. Nell’isola, dove è divampato un focolaio a Paceville, quartiere della movida, allo stato attuale ci sono 440 persone positive al Coronavirus («il numero più alto mai registrato», scrive il Times of Malta), 29 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, 4 nuovi ricoveri e 9 decessi totali. Domenica 54 nuovi casi.

Intanto sono stati vietati i grandi eventi e reso obbligatorio l’uso della mascherina nei negozi e nei trasporti pubblici. Il primo ministro Robert Abela, intanto, ha minimizzato il picco di casi affermando che sarebbe dovuto all’aumento del numero di tamponi. Nessun caso grave, nessuna emergenza in ospedale, ha aggiunto.

Cosa cambia da oggi

Per chi rientra da Malta, Grecia e Spagna, da oggi diventa obbligatorio il tampone, da effettuarsi entro 24 ore, in Emilia-Romagna mentre è previsto l’isolamento fiduciario di 14 giorni in Puglia. Stesso discorso per Sicilia e Campania che imporranno rigide misure di controllo sanitario.

Foto in copertina di repertorio

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