Coronavirus, speranze da studi preliminari Usa: immunità anche dopo casi lievi. In India 900 morti in 24 ore

Sono oltre 5,4 milioni i casi di Coronavirus nel mondo, secondo la Johns Hopkins University, con il bilancio delle vittime salito a 774 mila. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con oltre 170 mila morti, seguiti dal Brasile con 107 mila e il Messico con 56 mila. L’India ha superato quota 50 mila decessi

Usa

EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH | Test a Miami, in Florida

Dagli Stati Uniti arrivano segnali incoraggianti da una serie di studi preliminari che hanno confermato una «immunità durevole» da parte di chi è già stato contagiato dal Coronavirus, anche in casi più lievi. Secondo i lavori pubblicati sul sito del National Institute of Health americano, in attesa di una revisione indipendente, gli anticorpi così come le cellule immunitarie in grado di riconoscere il virus hanno dimostrato di persistere per mesi dopo la guarigione.

I lavori dovranno superare ora la fase di revisione prima di riuscire a placare le preoccupazioni sul ritorno di una seconda ondata, soprattutto in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico anche negli Usa. Solo nelle ultime 24 ore, i nuovi contagi sono stati 42.936, secondo la Johns Hopkins University, mentre le vittime sono state 571, superando quota 170 mila.

Nuova Zelanda

EPA/DAVID ROWLAND | La premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern

Il nuovo aumento dei contagi di Coronavirus in Nuova Zelanda ha spinto la premier Jacinda Ardern a rinviare di un mese le elezioni previste per il prossimo 19 settembre. Pur essendo stato uno dei Paesi che ha saputo affrontare la pandemia con il maggior successo, la Nuova Zelanda sta vedendo risalire i contagi, con 1.622 casi registrati nelle ultime 24 ore e 22 vittime, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Giappone

EPA/DAI KUROKAWA | Il primo ministro giapponese Shinzo Abe

Torna a preoccupare l’economia giapponese che ha registrato la più grande contrazione mai subita finora nel secondo trimestre del 2020. Il Pil del Giappone si è ridotto del 7,8% tra aprile e giugno, con un calo annuo del 27,8% che aumenta il rischio di una profonda e prolungata recessione. I consumi interni sono diminuiti dell’8,2%, mentre gli analisti avevano previsto un calo del 7,1%. Crollate le esportazioni in un anno del 56%.

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