Coronavirus, parla una giovane tornata positiva dalla Sardegna: «Non abbiamo fatto nulla di illegale»

«Le discoteche non andavano aperte, andare a ballare distanziati è impossibile», racconta al Corriere una ragazza di Milano ora in quarantena

14 su 14 con il Coronavirus. È la storia di una comitiva di amici e amiche tra i 25 e i 27 anni, raccolta dal Corriere della Sera, e la positività a Covid-19 è stata registrata al ritorno di una settimana di vacanze in Sardegna, quella di Ferragosto. Il primo amico che ha 38 e mezzo di febbre. Poi un altro, un altro ancora, e ancora. Fino a che tutte e tutti non si sottopongono al tampone, e il risultato è quello di un contagio completo: 14 erano, 14 sono positivi al Sars-Cov-2.

Alcuni sono asintomatici, altri hanno la temperatura alta, tutti sono in quarantena, chi in casa con i genitori, chi da solo o da sola. Quello che raccontano è peraltro che molti del gruppo, contagiati oggi, lì in Sardegna però in discoteca non ci sono mai andati. «La paura più grande è quella di contagiare le nostre famiglie e andare incontro a conseguenze serie», racconta ancora al Corriere una ragazza di Milano del gruppo di vacanze in Sardegna. Le mamme cosa dicono?

«La mia mi ha detto che sono un’incosciente, che c’era da aspettarselo che sarebbe finita così. Siamo stati in casa durante tutto il lockdown, abbiamo rispettato le regole alla lettera, oggi per la società noi ragazzi siamo i nuovi untori. La verità è che le discoteche non andavano aperte, andare a ballare distanziati è impossibile. Lo dico io che non ho rinunciato a una festa. Ma se ci hanno permesso di tornare in pista, perché non avremmo dovuto farlo? Non abbiamo fatto nulla di illegale».

In copertina Ansa/Gian Mario Sias | Un’immagine dell’Asinara in Sardegna, 22 giugno 2020.

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