Coronavirus, in Florida stop del giudice all’obbligo del rientro a scuola in presenza. A Seul chiusi di nuovo quasi tutti gli istituti

Sono oltre 23,5 milioni i contagi nel mondo, mentre le vittime sono salite a 811 mila. Come confermano i dati della Johns Hopkins University, gli Stati Uniti restano il Paese più colpito con 5,7 milioni di casi e 177 mila morti, seguiti dal Brasile con 115 mila decessi

Usa

EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH | Tamponi per il test sul Coronavirus a Miami, in Florida

Dalla Florida arriva lo stop di un giudice all’obbligo di riapertura delle scuole pubbliche imposta dal governatore Ron DeSantis, in linea con la volontà della Casa Bianca di riporta gli studenti nelle classi mentre la pandemia di Coronavirus continua a registrare numeri importanti negli Stati Uniti. Secondo il giudice, l’obbligo di rientro a scuola «ignora arbitrariamente la sicurezza», limitando la libertà dei singoli istituti di scegliere forme alternative come la didattica online. Una vittoria dell’American federation of teachers, il potente sindacato dei docenti, che per la prima volta hanno avviato una causa di questo genere, prefigurando altri casi negli altri Stati.

Corea del Sud

Ed JONES / AFP | Operatori sanitari durante un controllo in un centro temporaneo per l’emergenza Coronavirus a Seul

Il governo della Corea del Sud ha imposto la chiusura della maggior parte delle scuole di Seul e delle aree circostanti, che dovranno ora tornare alle lezioni a distanza. È l’ultimo provvedimento delle autorità locali dopo il nuovo aumento dei contagi nel Paese, che secondo il Kcdc sono aumentati di 280 casi nelle ultime 24 ore, portando il totale a 17.945 con 310 morti. Solo lo scorso sabato, in Corea era stato registrato un nuovo picco massimo rispetto a marzo con 397 nuovi contagi. Nelle ultime due settimane sono stati almeno 150 gli studenti risultati positivi nell’area di Seul, oltre a 43 membri del personale scolastico.

Striscia di Gaza

TWITTER | Operatori sanitari in un ospedale di Gaza

È scattato un lockdown per 48 ore nella Striscia di Gaza dopo la scoperta di un focolaio di Coronavirus in un supermercato di Deir el-Balah. Un annuncio che ha scatenato scene di panico per le strade di Gaza, mentre la polizia cercava di far rientrare a forza la gente in casa. La portavoce del ministro dell’Informazione, Salama Maaruf, ha rivelato la scoperta anche di quattro contagiati nel campo profughi di al-Maghazi, tutti membri della stessa famiglia. Durante i due giorni di quarantena resteranno aperti solo gli ospedali e i panifici.

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