Usa 2020, Trump accetta la nomination: «La scelta è tra sogno americano e socialismo. Con me il Paese è più sicuro». Proteste fuori dalla Casa Bianca

Nella serata conclusiva deIla convention repubblicana, il presidente attacca Biden e difende le forze dell’ordine: «Amore e rispetto per la polizia». Sul Coronavirus: «Vaccino pronto entro l’anno»

La promessa di un vaccino contro il Coronavirus entro la fine dell’anno, quella di una nuova riduzione delle tasse e, soprattutto, un messaggio di amore e rispetto per la polizia statunitense, nei giorni in cui nel Paese tornano a divampare le proteste contro la violenza nei confronti della comunità afroamericana. Sono questi alcuni dei passaggi chiave del discorso di Donald Trump, nella serata conclusiva della convention repubblicana che l’ha visto accettare la nomination in vista delle elezioni presidenziali di novembre.

Il presidente uscente, presentatosi con la first lady Melania davanti a 1.000-1.500 ospiti senza mascherina, ha aperto il suo discorso ricordando gli sforzi per coordinare i soccorsi contro l’uragano Laura in Texas e Lousiana e annunciando che nel weekend visiterà alcuni dei luoghi colpiti. Trump, quindi, ha ricordato il fratello Robert, morto recentemente. Mentre il presidente parlava, alcune decine di manifestanti si sono radunate fuori dalla Casa Bianca, vicino a Pennsylvania Avenue 1600, nella piazzetta rinominata Black Lives Matter, cantando “Trump-Pence fuori subito“.

Il dossier cinese

«Queste sono le elezioni più importanti nella storia del nostro Paese: ci sono due visioni, due filosofie, dovete decidere tra il sogno americano e l’agenda socialista», ha detto Trump. «Il vostro voto deciderà se proteggiamo le leggi o se diamo carta bianca agli anarchici violenti, agli agitatori, ai criminali che minacciano i nostri cittadini». Quanto allo sfidante dem, Joe Biden, ha un’agenda «made in China, mentre la mia è made in Usa. La mia amministrazione ha preso le decisioni più dure e decise contro la Cina mai prese in questa nazione».

Le promesse sulle tasse

Trump s’è poi rivolto alle forze dell’ordine, nuovamente nella bufera dopo il ferimento del ragazzo afroamericano Jacob Blake per mano di un agente: «Questo Paese ama e rispetta le sue forze dell’ordine». Quanto alle accuse e alle paure della comunità afroamericana, il presidente s’è auto assolto: «Ho fatto più io per gli afroamericani che qualsiasi altro presidente dai tempi di Abraham Lincoln, sicuramente più dei 47 anni di Joe Biden in politica. E il meglio deve ancora venire», ha detto Trump.

Il presidente ha poi parlato dell’emergenza Coronavirus, giocandosi la carta del vaccino che «produrremo entro la fine dell’anno se non addirittura prima». Quindi, le promesse sull’economia: «Se rieletto ridurrò ulteriormente le tasse in maniera significativa», ha detto Trump, «creeremo 10 milioni di posti di lavoro nei prossimi 10 mesi, come minimo».

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