«Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé», il post su Willy del misterioso utente Manlio Germano

Bastano poche ore e il post razzista diventa virale. Non è l’unico, i presunti colpevoli ne hanno fatti altri

Nella mattinata dell’otto settembre 2020 circolano numerosi screenshot di un post Facebook dell’utente Manlio Germano nel quale festeggia l’omicidio di Willy Monterio Duarte glorificando i «carnefici»: «Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé, siete degli eroi». Attualmente il profilo è scomparso, ma non è mancato il linciaggio social nei suoi confronti e la Polizia Postale, ritenendo le parole espresse di una gravità inaudita, ha avviato un’indagine.


C’è chi dubita della veridicità dell’account, partendo dal fatto che l’account risulta politicamente schierato verso il partito di destra Fratelli d’Italia e che il nome Manlio Germano richiami un personaggio cinematografico di Alleanza Nazionale interpretato da Claudio Amendola.

Di fatto il post è esistito, non si è trattato di un fotomontaggio, ed è stato rimosso dall’utente – insieme a molti altri – prima di pubblicarne un ultimo in cui accusava degli «amici» che avrebbero preso possesso dell’account. Un «furto» che di fatto ha reso famoso l’account e la persona ritratta nelle foto del profilo.

L’orario di pubblicazione

Post reale o fotomontaggio? Esiste un salvataggio sul sito Archive.vn dove è possibile scoprire l’url del post ma non l’orario di pubblicazione.

Attraverso i diversi screenshot pubblicati su Facebook (anche in alcuni gruppi chiusi o privati) è possibile stabilire l’orario di pubblicazione del post, iniziando dal seguente effettuato da un cellulare alle ore 11:19 del mattino:

Grazie allo screen sopra riportato possiamo stabilire che il post, che condivide due foto pubblicate da Gabriele Bianchi, sia stato pubblicato intorno alle ore 10 di questa mattina ottenendo circa 90 commenti. In uno screen successivo effettuato da un altro utente con il suo cellulare, dove notiamo l’orario 11:22, i commenti passano da 90 a 284.

Attraverso un terzo screen, effettuato alle 11:24, notiamo che i commenti aumentano toccando cifra 435 poi diventati 452, come documentato in un quarto screen pubblicato da un altro utente intorno alle 11:26 sul suo profilo Facebook.

La viralità è stata immediata, probabilmente grazie a poche condivisioni ben mirate, tanto che alle 11:47 i commenti diventano 1.327 come possiamo vedere dal seguente screen:

A riprova che ci troviamo di fronte a un vero post Facebook, non di un fotomontaggio o altro, troviamo un ultimo screenshot effettuato alle 11:35 dove i commenti aumentano ancora fino a 1.406.

Post cancellato e la «difesa»

Scomparso il post ne compare un altro dove l’utente Manlio Germano pubblica le sue «difese»:

Innanzitutto: denuncerò alcune persone che hanno divulgato le mie foto, le mie informazioni, il mio indirizzo su Facebook (per fortuna non abito più da 4 anni li). Quello che ha scritto il post non ero io ma dei miei amici che avevano in mano il mio telefono, io mai oserei pensare certe cose, non è giusto che mi prenda certe responsabilità per due stronzi.

Dallo screenshot sopra riportato, effettuato alle 12:25, notiamo che il post ha ottenuto ben 969 commenti in appena 10 minuti dalla sua pubblicazione, un numero elevato e comprensibile vista l’attenzione che l’account aveva ottenuto in poche ore. Ecco un secondo screenshot effettuato da un altro cellulare alle 12:26 dove i commenti diventano 1.079 dopo circa un minuto:

Una collega di Open è riuscita ad effettuare uno screenshot con il suo cellulare riuscendo a salvare anche la cronologia delle modifiche:

I «simpatici amici»

Non ci è dato sapere chi siano i «simpatici amici» dell’utente Manlio Germano, presunti autori dello «scherzo» che gli è costata la gogna social. Ad essere denunciati per primi dovrebbero essere loro, anche perché sembra che non sia l’unico intervento pubblicato da questi durante l’attacco social degli utenti indignati. Nel seguente screenshot viene mostrato un post successivo dove si legge: «Inutile segnalare il post che metto, tanto ne ho già messi così tanti visibili solo a me che ogni volta che vengono cancellati ricompaiono».

Stesso discorso per il seguente post razzista, salvato da uno screenshot effettuato alle 11:26, dove pubblica la foto di una ragazza: «Questa negraccia ha osato scrivere sul mio profilo. Non si azzardasse mai più a scrivere sul profilo del suo padrone. Capito scimpanzé?».

Nello screeshot sopra riportato notiamo che lo scatto era stato effettuato alle 11:26 e il post risulta pubblicato da appena un minuto. Nel seguente screenshot c’è un’ulteriore prova della sua pubblicazione, scattato alle 11:25 con la nota di pubblicazione «Adesso» fornita da Facebook.

Il tempo che separa il post contestato dagli utenti e quelli successivi sopra riportati è di circa un’ora. Considerando che l’utente Manlio Germano accusa i suoi «amici» di essere gli autori del post, è presumibile che questi abbiano rincarato la dose peggiorando la sua situazione.

Screenshot da @alessioJj_

Una denuncia nei loro confronti dovrebbe essere un atto doveroso da compiere.

La politica

Tra le polemiche sollevate dagli utenti è la preferenza politica di Manlio Germano.

Nel periodo in cui i «simpatici amici» avrebbero preso possesso dell’account di Manlio Germano sono stati pubblicati altri post dove si sostiene che voti PD e che le foto profilo sarebbero state rubate da un fotomodello russo.

Screenshot da @alessioJj_

Nei post gli «amici» avrebbero scritto che non si tratta di un profilo vero, ma se così fosse allora sarebbe un account che da anni condivideva materiale di Fratelli d’Italia, non da ieri. Lo possiamo notare osservando diversi screenshot di alcuni post del 2018 dove sostiene Giorgia Meloni.

Il nome Manlio Germano ricorda il personaggio politico di destra (Alleanza Nazionale) interpretato da Claudio Amendola nel film «Caterina va in città». Probabilmente un caso di omonimia, come tanti altri visto che non esiste una sorta di «esclusiva», e per ora sappiamo che il nome era già presente nell’URL (facebook.com/manlio.germano).

L’intervento del Latina Calcio

C’è anche un riferimento alla squadra di calcio del Latina.

Nel frattempo, la pagina Facebook del Latina Calcio pubblica un post Facebook dove sostiene che non c’è alcun rapporto tra la società e l’utente:

La società LATINA CALCIO 1932 SSD ARL comunica di non aver mai avuto nessun tipo di rapporto con Manlio Germano ed esprime il proprio dissenso su qualsiasi affermazione e comunicazioni fatte finora. Nel contempo esprime un vivissimo cordoglio verso la famiglia del giovane Willy.

Istituti Steve Jobs: non ci risulta

Alle ore 14:25 la pagina Facebook degli Istituti Scolastici “Steve Jobs” pubblica un post in cui sostiene di non risultare iscritto nei loro registri il nome di Manlio Germano:

Gli Istituti Scolastici “Steve Jobs” comunicano che, Manlio Germano non risulta essere stato iscritto a questo Istituto. Ci dissociamo da quanto affermato dallo stesso.
La nostra istituzione scolastica promuove, da sempre, principi di assoluta tolleranza e rispetto per il prossimo.
Siamo vicini alla famiglia del giovane Willy.

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