Scuola e smart working, se il figlio è in quarantena il lavoro agile per i genitori è un diritto

Con la ripartenza dell’anno scolastico, entrambi i genitori possono usufruire di diritto allo smart working, ma non in contemporanea

Quando poco meno di un mese fa, subito dopo la pubblicazione del decreto legge n. 83/2020, affermavamo che sullo smart working non era ancora detta l’ultima, si era certi delle parole utilizzate. Infatti, il Governo, con il decreto legge n. 111 del 2020, pubblicato lo scorso 8 settembre, è nuovamente intervenuto in tema di lavoro agile.


L’articolo 5 del nuovo decreto, in particolare, interviene nuovamente sul diritto allo svolgimento della prestazione in smart working da parte dei lavoratori che abbiano figli minori di anni 14, ma questa volta chi fa le leggi ha focalizzato la propria attenzione sulla temutissima ipotesi in cui il figlio minore sia obbligato alla quarantena perché è stato a contatto con una persona positiva al Coronavirus all’interno della scuola.

Ove questo dovesse accadere e nel caso in cui il contatto avvenuto a scuola sia accertato dalla Asl territorialmente competente, il lavoratore per tutto il periodo della quarantena del figlio e, in ogni caso, entro il 31 dicembre, avrà diritto a svolgere la prestazione lavorativa in smart working.

Laddove non sia possibile svolgere la prestazione in modalità agile, il genitore ha diritto ad assentarsi dal lavoro. Questa opzione può essere fruita da entrambi i genitori ma in via alternativa e per i periodi di astensione dal lavoro è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione.

La possibilità di accedere a tali opzioni è preclusa all’altro genitore sia nel caso in cui uno dei genitori benefici di una delle due opzioni previste dal nuovo decreto (smart working o astensione dal lavoro), sia qualora svolga ad altro titolo la prestazione in modalità di lavoro agile o non svolga alcuna attività lavorativa.

Queste nuove disposizione danno continuità alla fitta rete di interventi normativi in tema di smart working, volti chiaramente ad andare incontro alle esigenze dei lavoratori genitori e non solo a contenere i casi di contagio; tuttavia, in uno scenario in cui sono ampi gli sforzi volti a far ripartire l’economia nazionale e raggiungere faticosamente una nuova normalità, possiamo quasi con certezza affermare che, anche questa volta, non è ancora detta l’ultima.

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