Coronavirus, il contagio torna a correre in Europa: i numeri che preoccupano Francia e Regno Unito (e quelli che invece vanno presi con le pinze)

Oltralpe superata quota 13mila per il secondo giorno consecutivo. Cresce l’allerta anche a Londra, dove monta il malcontento per le misure sul tavolo del governo. Mentre in Germania i contagi tornano al livello di cinque mesi fa, ma con il doppio dei test effettuati

Il contagio da Coronavirus torna a correre in Europa. Il trend è allarmante, e non riguarda la sola Francia, dove pure il dato quotidiano dei nuovi casi continua a mantenersi abbondantemente sopra quota 10 mila. Nelle ultime 24 ore, la tendenza è in peggioramento anche in Regno Unito e Germania, mentre la Spagna si appresta a varare nuove misure draconiane volte a contenere il diffondersi della pandemia.


Francia, preoccupano Parigi e le regioni del Sud

ANSA | Il presidente francese Emmanuel Macron

Oggi, 19 settembre, la Francia ha registrato 13.498 nuovi casi da Coronavirus. Per il secondo giorno consecutivo ha superato la soglia dei 13 mila nuovi contagi, quasi 300 in più rispetto al bilancio precedente. Cinquantotto i nuovi focolai segnalati. Le regioni più colpite sono quella di Parigi e quelle del sud. Nella capitale le autorità sanitarie hanno invitato i cittadini a evitare gli assembramenti di oltre 10 persone. In Costa Azzurra, a Nizza, gli aperitivi in spiaggia sono off-limits dopo le 20.

Regno Unito, proteste a Londra contro le nuove chiusure

EPA/WILL OLIVER | Regents Street, Londra

Situazione in peggioramento nel Regno Unito, dove nelle ultime 24 ore sono stati 4.422 i nuovi contagi, 100 in più rispetto al giorno precedente. Si tratta di un record dall’8 maggio. Il bilancio complessivo è di oltre 390 mila casi. Le nuove vittime sono 27, 41.759 in totale. Il premier Boris Johnson parla di «seconda ondata inevitabile» e non esclude ulteriori strette – come il divieto di incontro tra diversi nuclei familiari e la riduzione degli orari dei pub -, mentre nel centro di Londra il malcontento per le nuove chiusure all’orizzonte è sfociato in momenti di tensione tra manifestanti e polizia.

In Spagna misure draconiane per 850mila cittadini

EPA/RODRIGO JIMENEZ | Madrid

Se a Londra la stretta è ancora sul tavolo del governo, a Madrid si è già alla fase attuativa. Settimana prossima in Spagna oltre 850 mila persone rientreranno in lockdown in 37 distretti sanitari della regione di Madrid, che è l’area del Paese dove la Covid-19 è tornata con più forza. I residenti potranno lasciare la loro area di residenza solo per andare al lavoro, a scuola o per assistenza sanitaria.

Gli incontri sociali saranno limitati a sei persone, i parchi pubblici saranno chiusi e le attività commerciali dovranno abbassare la saracinesca entro le 22. «Guardando ai dati la situazione è preoccupante», ha ammesso il premier Pedro Sánchez, precisando però che in questo momento vengono rilevati più pazienti asintomatici e il tasso di mortalità è inferiore rispetto alle fasi più acute della pandemia.

Germania, record di nuovi contagi da aprile (ma col doppio dei test)

Le variazioni nelle modalità di rilevazione dei casi positivi non sono un dettaglio trascurabile al fine della corretta interpretazione dei dati. Come in Germania, dove se è vero che l’istituto di sorveglianza epidemiologica Robert Koch ha registrato nelle ultime 24 ore quasi 2.300 nuove infezioni – la cifra più alta dal 24 aprile -, lo è anche che il Paese sta effettuando il doppio dei test rispetto a cinque mesi fa. L’allerta in ogni caso è alta, soprattutto in due dei più grandi Lander tedeschi, il Nord Reno-Westfalia e la Baviera.

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