Disastro M5s, nelle Marche piove sul bagnato: il candidato presidente Mercorelli non entra neanche in Consiglio

Il candidato ha già in mente un piano per risollevare le sorti del Movimento. «Ci presenteremo agli Stati Generali Nazionali con una proposta chiara e dirompente», dice

Continua la disfatta del Movimento Cinque Stelle alle regionali. Il domino di insuccessi pentastellati questa volta riguarda il candidato presidente della Regione Marche Gian Mario Mercorelli che resta fuori dal Consiglio regionale: in base alla legge elettorale marchigiana entra nell’Assemblea legislativa solo il miglior perdente. Mercorelli, anche candidato nella circoscrizione di Macerata ha visto scattare due seggi, uno a Pesaro Urbino e uno ad Ancona, ma non il suo.


«Ora basta – dice in una nota – bisogna ripartire dai territori» e propone «tre passi per ricominciare: struttura territoriale, attivisti coinvolti» e una «mozione agli Stati Generali Nazionali con una proposta chiara e dirompente». Un risultato deludente per Mercorelli, che spiega come il Movimento funzioni solo «quando interpreta la volontà dei cittadini e la trasforma in legge o riforma».

Il referendum «anche nelle Marche ha fatto registrare percentuali di consenso e affluenza notevoli. Purtroppo è mancato l’effetto traino sulle regionali. I cittadini – insiste Mercorelli – non hanno attribuito al M5s regionale la forza necessaria per incidere veramente nella politica marchigiana. E’ colpa nostra, non loro. Per questo adesso dobbiamo ricominciare».

Dietro le percentuali troppo basse non c’è solo il profondo cambiamento che hanno subìto i Cinque Stelle. Sono (anche) altri i fattori negativi secondo il candidato alle regionali che, per l’occasione, aveva deciso di correre in solitudine, rifiutando l’accordo con il Pd.

«L’ex capogruppo in Regione espulso dal Movimento mesi fa – racconta Mercorelli -, che si è schierato apertamente contro di noi fino all’ultimo momento, la spaccatura a Pesaro causata da Francesca Frenquellucci (candidata sindaco del M5s, ndr) e del suo ingresso nel Pd, una situazione locale difficile ad Ancona: tutti elementi che hanno contribuito al calo di consensi del Movimento 5 Stelle alle regionali. Ora – insiste – dobbiamo ricominciare veramente e imporci fin da subito un rilancio del nostro progetto politico».

Poi aggiunge: «È inutile girarci attorno: non siamo mai stati veramente competitivi a livello territoriale – aggiunge – perché è mancata, nei passati 5 anni, la volontà di costruire una struttura regionale veramente a immagine del Movimento».

Un nuovo M5s secondo Mercorelli

Tre i punti sul tavolo di Mercorelli: primo, il suo comitato elettorale «diventerà una struttura permanente a supporto di tutti i nostri eletti». Secondo, «una riunione quanto prima di tutti i parlamentari marchigiani coinvolgendo anche alcuni amici della nostra regione che operano a livello nazionale ed europeo».

Terzo, «ci presenteremo agli Stati Generali Nazionali con una proposta chiara e dirompente. Basta essere guidati in base all’opportunità politica o alla conservazione dei posti di governo: siamo i Cinque Stelle – incalza l’esponente pentastellato -, noi dobbiamo interpretare le esigenze dei cittadini, non quelle dei palazzi o delle burocrazie ministeriali».

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