Conte sul Dpcm: «Nuovi sacrifici per evitare il lockdown. Le feste private? Pericolose»

«Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private, però dobbiamo assumere comportamenti prudenti per gestire la fase», ha detto il premier in conferenza stampa. E rassicura: «Le cose nelle scuole vanno abbastanza bene. I focolai sono in famiglia»

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato il nuovo Dpcm, firmato all’una di notte tra il 12 e il 13 ottobre dopo una riunione con le Regioni, che varrà per 30 giorni. «La curva epidemiologica sta risalendo in tutta Europa», ha detto. «Anche in Italia non possiamo permetterci distrazioni. Dobbiamo fare ulteriori sacrifici». L’obiettivo del governo è quello di varare nuove misure restrittive per evitare un altro lockdown. Conte ha ribadito l’obbligo di mascherina all’aperto, a meno che non ci si ritrovi in una condizione di isolamento continuo, e una rinnovata attenzione ai comportamenti in casa.


«Vi invitiamo a limitare il numero di ospiti in casa, a non tenere party privati. Sono tutte situazioni di pericolo». Il premier ha ribadito che i bar e i locali dovranno chiudere alle 24, con divieto di sosta in piedi a partire dalle 21. Confermate le limitazioni sulle cerimonie e lo stop degli sport di contatto amatoriali. «Continueremo a monitorare la curva e ad adottare misure adeguate e proporzionate allo stato delle cose», ha aggiunto. «Noi ci impegniamo a non adottare misure più severe del necessario».

No (per ora) alla didattica a distanza

«Per la scuola abbiamo fatto molti sacrifici», ha detto Conte. «Le misure garantite si sono rivelate efficaci e non è in classe che si manifestano i focolai. Non ci sono i presupposti per ipotizzare una didattica a distanza. Bisogna fare attenzione a quello che avviene fuori».

Distanziamento sui trasporti

«La situazione sui mezzi di trasporto pubblici è critica», ha ammesso il premier. «Nonostante gli sforzi di investimenti e di riorganizzazione, ci sono ancora dei momenti di assembramento. Continueremo a lavorare per garantire a chi va a lavoro di spostarsi in sicurezza».

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