Caso Becciu, convalidato l’arresto di Cecilia Marogna: «Fatti gravi, c’è il pericolo di fuga» – Il documento

La procura generale è pronta a chiedere l’estradizione in Vaticano della manager, coinvolta nell’indagine sull’ex numero due della Segreteria di Stato

La Quinta corte di Appello di Milano ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per Cecilia Marogna, la manager coinvolta nell’indagine sul cardinale Angelo Becciu. La decisione è stata motivata con «la gravità dei fatti» e il «pericolo di fuga», considerato il fatto che «la donna si sarebbe appropriata di fondi della Santa Sede a lei assegnati per fini istituzionali».


Nella mattinata di domani la procura generale di Milano dovrebbe chiedere l’estradizione in Vaticano di Cecilia Marogna, come ha confermato il sostituto pg Giulio Benedetti. Oltre all’accusa di appropriazione indebita aggravata, Marogna rischia di vedersi contestato anche il reato di autoriciclaggio. L’altro ieri la Guardia di Finanza ha eseguito, tramite Interpol, la misura cautelare firmata dall’autorità giudiziaria della Città del Vaticano.

I bonifici al centro dell’indagine

Al centro dell’indagine, alcuni bonifici per un totale di circa 500 mila euro, accreditati dalla Santa Sede sul conto della società della manager. Sotto l’etichetta fittizia “operazioni segrete umanitarie in Asia e Africa”, sono stati acquistati beni di lusso e accessori d’alta moda per quasi la metà del denaro.

Foto in copertina: ANSA

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