Coronavirus, Galli: «A Milano casi gravi come a marzo. Siamo vicini a una situazione disperata»

Il primario del Sacco sul rischio contagio nelle scuole: «Non si può dire che siano luoghi sicuri»

La gravità dei casi di Covid-19 a Milano è tornata ai livelli di marzo. A dirlo è Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Statale di Milano e primario dell’Ospedale Sacco: A livello di gravità dei casi «a Milano vediamo esattamente la stessa situazione che vedevamo a marzo. Al Sacco abbiamo già riconvertito tutto e, su 300 ricoverati Covid, abbiamo 19 intubati e 47 con il casco: abbiamo riempito tutto quello che avevamo ulteriormente aperto». Secondo Galli «siamo vicini a una situazione disperata, anche se non ci siamo ancora».


In merito all’ipotesi di un lockdown per città specifiche come Milano e Napoli, Galli ha detto: «Mi sono trovato d’accordo con il presidente della Regione Campania De Luca, che ha capito prima di altri come stavano andando le cose». Galli è poi intervenuto sul dibattito relativo al rischio contagio nelle scuole: «Non si può che affermare che le scuole non possono esser considerate, al di là delle dichiarazioni politiche, dei luoghi sicuri, non ci sono in questo momento, in questo paese, luoghi sicuri».

«Sui trasporti si è perso tempo»

Il primario del Sacco ha aggiunto: «Nonostante tutti gli sforzi fatti per la scuola, resta il rischio per tutto quello che viene prima, dopo e talvolta durante, perché il distanziamento completo non lo riesci a ottenere”, aggiunge, così come “non sicuro lo è qualsiasi luogo che comporti la concentrazione per diverse ore di numerose persone». «Di tempo se n’è perso veramente tanto in questi mesi da parte di tutti – ha detto Galli – e i trasporti sono una delle cose principali in cui si è perso tempo».

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