Bolzano controcorrente: da zona gialla passa da sola a rossa. Kompatscher: «Rincorrere la pandemia non serve: ora misure drastiche per ripartire»

Arno Kompatscher sceglie le misure più drastiche nella speranza di arginare numeri preoccupanti. Da lunedì Bolzano e altri dieci comuni focolaio passeranno in zona rossa

Passano a cinque le zone rosse in Italia, con l’ultima aggiunta della provincia autonoma di Bolzano che ha deciso da sola di imporre il lockdown, nonostante l’ordinanza del ministro Roberto Speranza dopo l’ultimo Dpcm aveva classificato l’area in zona gialla. Se da un lato ci sono i governatori di Piemonte e Lombardia che protestano per l’imposizione del governo sulle proprie regioni, dall’altro c’è il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher che va in direzione opposta con le stesse motivazioni.


L’accusa di Attilio Fontana e Alberto Cirio è che i dati usati dal governo siano troppo vecchi per valutare il livello di rischio sui contagi di Coronavirus delle loro regioni. Lo stesso dice Kompatscher che non vede altra soluzione se non: «Provvedimenti drastici e immediati per spezzare l’onda, per poi poter ripartire il prima possibile».

Secondo l’ultimo Dpcm difatti l’Alto Adige rientra nelle regioni in zona gialla, quelle cioè con un minore rischio riconosciuto e con conseguenti misure anti Covid più leggere. Ma per il governatore Arno Kompatscher i numeri dicono altro. La massiccia quantità di nuovi casi registrato negli ultimi giorni ha portato alla decisione interna di identificare Bolzano e dieci comuni focolai come zona rossa. Gli oltre 400 positivi giornalieri e più di 7.000 isolamenti domiciliari osservati negli ultimi giorni hanno contribuito alla ribellione della provincia.

«Secondo Roma apparteniamo alla zona gialla, come il Trentino» ha cominciato Kompatscher, «ma, avendo meno abitanti, abbiamo il triplo dei pazienti in terapia intensiva, il doppio dei ricoveri negli ospedali e in media il doppio delle nuove infezioni». Il governatore spiega l’incongruenza della valutazione del governo con i dati facendo riferimento al periodo preso in considerazione per definire le aree cosiddette più a rischio.

«La valutazione del Ministero della salute si basa sui dati del 25 ottobre», spiega Kompatscher, sottolineando come nel frattempo le cose siano cambiate. La strategia considerata ora più utile secondo il presidente è quella di «provvedimenti drastici e immediati per spezzare l’onda». nella convinzione che «rincorrere la pandemia non serve a nulla». Le misure che da lunedì prossimo andranno in vigore a Bolzano e comuni limitrofi saranno quelle che il Dpcm prevede per le zone rosse.

«Un’applicazione di norme più severe esplicitamente prevista dal nuovo documento se la situazione epidemiologica lo impone», ha ribadito il governatore. Oggi in seduta straordinaria della giunta provinciale la decisione anche riguardante la scuola: «Sfruttiamo le ferie d’autunno in corso per valutare la possibilità di didattica in presenza anche nelle zone rosse» ha aggiunto Kompatscher, annunciando l’incontro delle prossime ore come decisivo nella decisione di regole chiare ed efficaci in vigore a partire dalla settimana prossima.

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