Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniHantavirusJannik Sinner
ATTUALITÀInchiesteLiber* Tutt*RomaStreet art

Geco è un vandalo e un artista, e sa bene il rischio che corre. Gli auguro il meglio

11 Novembre 2020 - 16:30 Marco Miccoli
L’identificazione e la denuncia del writer romano ha suscitato pareri contrastanti. Il commento di Marco Miccoli, che cura il festival di street art Subsidenze di Ravenna
Google Preferred Site

Quello che sta accadendo non è una novità, anzi: da circa 40 anni fa parte del mondo artistico dei graffiti. Lo facevano a New York negli anni 80, lo hanno fatto tutti i writer che hanno dipinto al 5 Pointz (complesso industriale a Queens, New York, dove i graffiti sono permessi ndr) nei primi anni 2000 e lo fanno anche oggi in tutto il mondo. Geco è un vandalo, un artista, ed è anche un writer.

Sa benissimo il rischio che corre, fa parte del gioco. C’è molta confusione su dove si può o non si può dipingere per strada e se il writing è illegale. Si potrebbe dire che allo stesso livello sono anche le associazioni che si autoproclamano paladine della pulizia e dell’anti-degrado, che vanno a dare del bianco dove prima magari c’era un pezzo di un artista.

Mi fa sorridere che nella descrizione del sequestro siano stati elencati i 13.000 adesivi, centinaia di bombolette spray, funi, estintori, corde, lucchetti, sei telefoni cellulari, computer, pennelli, rulli e secchi di vernice. Neanche fosse l’ingegnere che ha firmato il mancato restauro del ponte Morandi. E invece il suo nome e cognome sono stati sottoposti alla gogna mediatica, per cosa?

Si, avrà dipinto dove non si poteva, ma il danno che ha fatto è puramente una vernice che con poco si può risolvere. È il modo in cui è stato enfatizzato tutto questo, il processo mediatico a turbarmi – il fatto che si provi a “farsi belli” per aver preso il “criminale”, quando i Comuni vanno a cercare chi fa street art e writing per “riqualificare” i quartieri delle proprie città

Ho una domanda per la Raggi ma se la scritta Geco su un palazzo valesse 1 milione di euro lo definirebbe ancora un “vandalo”? Spero che tutto questo polverone porti all’artista una rivalsa mediatica e perché no, anche economica.

Marco Miccoli cura il festival di street art Subsidenze a Ravenna e si occupa di arte urbana legata anche al mondo dello skateboarding tramite il suo brand Bonobolabo.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: