La ministra Azzolina frena sulla riapertura delle scuole a gennaio: «Non è stata presa alcuna decisione»

Il 30 novembre tornano in aula oltre 700mila studenti. Più di 3,3 milioni rimaranno ancora vincolati alla didattica a distanza. Per loro si era parlato di un rientro dopo le vacanze di Natale ma non esiste ancora una data certa

A proporlo era stata la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. «Credo sia necessario fare lezioni in presenza anche il sabato», aveva anticipato in un’intervista a la Repubblica. Poi, sulle lezioni di domenica aveva detto: «Siamo in emergenza e bisogna far cadere ogni tabù, ce lo chiedono diverse regioni». Questa sera la minsitra dell’Istruzione Lucia Azzolina è tornata sul tema, chiarendo però che le lezioni di domenica non sono una delle opzioni sul tavolo: «Il sabato tanti ragazzi vanno già a scuola, soprattutto al Sud, la domenica non è una ipotesi percorribile, non lo vogliono le famiglie nè gli studenti. È stata una proposta per dare una mano ma non credo sia percorribile».


Fare lezione anche la domenica servirebbe a diluire il flusso degli studenti sui mezzi pubblici. Azzolina, ospite a Live Non è la D’Urso, ha spiegato però che i problemi legati a bus e treni non coinvolgono tutto il Paese: «I trasporti non incidono sulle scuole elementari o sulle medie. Per le superiori ci sono criticità ma non riguardano il Paese intero. Nelle piccole province il trasporto funziona bene. Se è necessario scaglionare di più gli ingressi, lo faremo, sono misure che vanno decise territorio per territorio. Il problema trasporti non esiste per tutto il territorio nazionale».

La (non) polemica con De Luca

Durante il suo intervento a Canale 5, la ministra dell’Istruzione ha criticato anche la scelta del governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha voluto chiudere le scuole appena la curva dei contagi ha cominciato ad alzarsi: «Non voglio entrare in polemica con De Luca ma la Campania è l’unica Regione del Paese, forse d’Europa che di fatto ha le scuole chiuse da marzo, i bambini campani non hanno gli stessi diritti degli altri e mi dispiace moltissimo».

Per le superiori il rientro è ancora incerto

Con il passaggio da zona rossa a zona arancione, dal 30 novembre circa 700 mila studenti tornano in aula. Oltre 3,3 milioni di studenti invece restano ancora vincolati alla didattica a distanza, come ha calcolato Tuttoscuola. Negli scorsi giorni si è parlato di un rientro in aula previsto per il 7 gennaio anche per le scuole superiori. Azzolina ha chiarito che una decisione del genere non è ancora stata presa: «Al momento non è stata presa alcuna decisione sulle scuole, c’è una discussione in corso. Con molta gradualità vorrei che fossero riaperte anche le scuole superiori. La scuola è un pezzo di vita reale: altrimenti i ragazzi rischiamo di vederli per strada e non in classe».

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