Coronavirus, Locatelli fissa l’obiettivo: «A 6-7 mila contagi al giorno allenteremo la stretta»

Il presidente del Consiglio superiore di sanità: «Serviranno tre o quattro settimane. Ma dobbiamo trascorrere le festività in modo responsabile»

Franco Locatelli fissa a «6-7 mila casi» giornalieri di Covid-19 la soglia compatibile con un allentamento delle misure anti-contagio. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, il presidente del Consiglio superiore di sanità invita a vivere questo Natale nel pieno della pandemia da Coronavirus con estrema cautela. Se non saranno assunti comportamenti rischiosi, dice, «potremo scendere a un numero di contagi tale da consentire il passaggio da una fase di contenimento a una di mitigazione».


In una fase di mitigazione, insieme alla stretta della pandemia, si allenterebbero anche le misure anti-contagio. Ma non prima del 2021, nonostante la curva mostri ormai da un paio di settimane una flessione. «Il sistema di misure differenziate in rapporto ai livelli di rischio ha funzionato – chiosa Locatelli -. Ora dipende da come ci comporteremo. Se trascorreremo in modo assolutamente responsabile le festività, in tre o quattro settimane potremmo scendere a 6-7 mila casi al giorno».

Questo numero giornaliero di nuove infezioni consentirebbe «di fare contact tracing, contribuendo a impedire la propagazione incontrollata del virus. Ma quest’anno dobbiamo scordarci grandi tavolate a Natale, feste in piazza e concerti per Capodanno» torna a ribadire il professore. E invita a passare le festività «con gli affetti più cari in un numero assolutamente limitato di persone. Lo dobbiamo a noi stessi alle persone care e alla memoria di chi non c’è più».

Isolamento obbligatorio per chi va a sciare all’estero

Locatelli interviene poi sulla questione degli impianti sciistici: «L’Austria fa parte dell’Ue e sarebbe sorprendente se non accogliesse l’invito della Merkel e ancor prima del nostro governo a mantenere chiusi gli impianti. La Svizzera non è nell’Ue ma, visto il numero non esaltante dei loro contagi, mi deluderebbe una scelta contrario. Se così non fosse, personalmente dico che è ragionevole prevedere un periodo di isolamento fiduciario al ritorno in patria – degli italiani – a difesa della collettività».

«La scuola? Uno dei luoghi più sicuri»

Parlando delle misure allo studio del governo, il presidente del Consiglio superiore di sanità ritiene ragionevole estendere l’apertura dei negozi alle 22, che «servirebbe a diluire le presenze all’interno degli esercizi commerciali». Sulla scuola, poi, dice che si tratta di «uno dei luoghi più sicuri e il suo contributo alla crescita della curva epidemica assolutamente marginale. È sui pericoli di assembramenti all’esterno e sui mezzi di trasporto che occorre intervenire, potenziando questi ultimi e differenziando gli orari di ingresso. Ma appena avremo piegato ancora un po’ la curva dei contagi, anche quelle superiori saranno riaperte».

Bisogna vaccinare almeno il 70% degli italiani

Buona parte dell’intervista è dedicata alla questione dei vaccini. Locatelli parla di «campagna vaccinale più imponente della storia», sostenendo che dovranno vaccinarsi «il 70% degli italiani, quindi oltre 40 milioni, iniziando da chi è più esposto a rischi professionali e individuali, come il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa». Il professore non esclude che dopo l’annuncio di un supplemento delle indagini il vaccino di AstraZeneca possa subire «una dilatazione dei tempi di approvazione» per verificarne la maggiore efficacia a dosaggio ridotto.

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