Vaccino Covid, l’Ue firma un quinto contratto con la tedesca CureVac. Salgono a 2 miliardi le dosi assicurate all’Europa

di Giada Giorgi

Con l’ultima firma diventano cinque i contratti firmati con aziende al lavoro sul vaccino. La strategia è quella di assicurarsi vaccini con più tecnologie differenti per non trovarsi impreparati quando gli enti regolatori si esprimeranno

«E 5!». La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen segna su Twitter un’altra spunta verde nella corsa al vaccino anti Covid-19. La notizia ufficiale è quella della firma del quinto contratto per la fornitura delle dosi della futura formula anti virus, stavolta con l’azienda farmaceutica tedesca CureVac. «Gli europei saranno in grado di ottenere le dosi, una volta che avranno dimostrato di essere sicure ed efficaci, si spera entro la fine dell’anno», ha twittato von der Leyen nell’annuncio social.


Con l’ultima firma, sale ufficialmente a 2 miliardi il numero di dosi di vaccini di cui l’Unione Europea si è assicurata la fornitura, per 5 contratti conclusi in tutto. La strategia di acquisto è quella di garantirsi una più vasta differenziazione di tecnologie e modalità di sperimentazione, al fine di essere in grado di fornire, al momento giusto e il prima possibile, proprio la tipologia di vaccino valutata dall’ente regolatore come la più sicura ed efficace.

CureVac

Il contratto con l’azienda CureVac permetterà all’Unione europea l’acquisto iniziale di 225 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri, con la possibilità di richiedere fino a 180 milioni di dosi ulteriori, fornite non appena gli enti regolatori convalideranno in maniera definitiva la sicurezza e l’efficacia della formula. La tecnologia della società tedesca sta sperimentando un vaccino basato sull’Rna messaggero. Il principio di base è quello di utilizzare la molecola come sostegno di dati per le informazioni necessarie all’organismo, in grado così di produrre in autonomia i principi attivi capaci di combattere la malattia.

Nel mese di luglio CureVac aveva firmato un accordo di prestito da 75 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti, finalizzato allo sviluppo e alla produzione su larga scala di vaccini, tra i quali il possibile vaccino proposto contro la Covid-19. Lo scorso 16 novembre Ursula von der Leyen aveva poi annunciato l’intenzione di un nuovo contratto per la corsa al vaccino proprio con CureVac. A distanza di due settimane la notizia della firma è definitiva.

Le altre 4 firme

«Non sappiamo quale vaccino funzionerà in modo sicuro, è per questo che abbiamo bisogno di avere un portafoglio di vaccini basati su tecnologie diverse». Ursula von der Leyen ha spiegato in modo chiaro qual è il punto della corsa alle forniture. Nonostante le buone percentuali annunciate dai principali candidati vaccini, la validazione e quindi la certezza di efficacia e sicurezza verrà data soltanto dalle agenzie regolatorie, in particolar modo per l’Europa, dall’Ema. È per questa ragione che i contratti di fornitura messi finora in atto dalla Commissione hanno mirato a garantirsi una gamma di sperimentazione e ricerca del vaccino anti Covid più differenziata possibile. 4, esclusa Curevac, sono le firme messe finora per più di 2 miliardi di dosi garantite:

  • AstraZeneca. Tipologia di sperimentazione: a vettore virale. 300 milioni di dosi più 100 milioni di dosi in caso di efficacia e sicurezza dimostrata.
  • Sanofi-Gsk. Tipologia di sperimentazione: a base di proteine ricombinanti adiuvate. La proteina Spike viene unita con l’adiuvante “AS03” per amplificare la risposta immunitaria dell’organismo. Fino a 300 milioni di dosi
  • Pfizer-BioNTech. Tipologia di sperimentazione: a mRna (la stessa di CureVac).  200 milioni di dosi più ulteriori 100 milioni in caso di efficacia e sicurezza dimostrata
  • Johnson & Johnson. Tipologia di sperimentazione: a vettore virale. Dosi per 200 milioni di persone più dosi supplementari per altre 200 milioni di persone

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Giada Giorgi